Chi siamoObiettiviFeedRicerca avanzataContatti

 

Cerca libro
 
Collane libri:
Carrello 0 prodotti
[Carrello Ebook 0 contenuti]

 
IL CATALOGO
In pubblicazione
Collana Orienti
Collana iSaggi
Collana GrandAngolo
Collana Iride
Collana Afriche
Collana 17x24
Collana Narrativa
Collana SoundCiak
Collana ilMenestrello
Collana Pedagogia
Collana del fare
Fuori collana
All'estero/Abroad
Balcani
Benessere
Diritti umani
Fotografia e arte
Graphic novel
Media
Medio Oriente
Migranti
Poesia
Scuola
Storia
Teatro
PROMOZIONE 3x2
EBOOK PDF
EBOOK EPUB
GLI INIMITABILI
SEGNANIMALI
SEGNAFIABE
DOMINO
PEPERONCINI
PER ACQUISTARE
COME ACQUISTARE
DISTRIBUTORE PROLIBER
LE ATTIVITA'
APPROFONDIMENTI
COMUNICATI STAMPA
AUTORI
ASPIRANTI AUTORI
EXTRA
CLEARedi
LAVORA CON NOI
NEWSLETTER
Iscriviti alla nostra newsletter

IMMAGINE

IMMAGINE

IMMAGINE

IMMAGINE

IMMAGINE

IMMAGINE

IMMAGINE

IMMAGINE

  PILLOLE DI STORIA: 5-6 AGOSTO 1995, L’INIZIO DELL’OPERAZIONE TEMPESTA



05/08/2017. Il 5 agosto 1995, l’Armata croata Hvo si rende protagonista di una delle operazioni di “pulizia etnica” più rilevanti di tutto il periodo 1991-1995. Ricordiamo quei giorni grazie al lavoro del nostro autore Bruno Maran in Dalla Jugoslavia alle Repubbliche indipendenti che ripercorre gli ultimi decenni della storia jugoslava, anno per anno, giorno per giorno.

Il 5 agosto 1995 nella Krajina, le milizie croate del gen. Ante Gotovina, spesso drogate e ubriache, compiono, nei giorni e nelle settimane successive, atrocità contro i civili serbi rimasti. Le truppe di “liberazione” entrano nelle deserte cittadine di Drniš, Vrlika, Kijevo, Benkovac, in certi punti superando persino il confine bosniaco. Zagabria impiega uno speciale reparto antiterrorismo chiamato Granadierine, i cui appartenenti portano sulla divisa un dragone rosso. Le forze serbo-bosniache sono costrette ad arretrare. Il generale bosniaco mussulmano Dudaković dopo furiosi combattimenti a Ličko Petrovo Selo stringe la mano al collega croato Mareković sul ponte di Trzačka Rastela, che scavalca il fiume Korana, il confine tra Bosnia e Croazia. 
Soldati croati sparano contro una posizione Onu tenuta da militari cechi, ne feriscono cinque, due muoiono dissanguati perché i croati ne impediscono l’evacuazione.
Si stima che 200-250mila serbi siano obbligati alla fuga davanti all’esercito croato. I fondati timori di una “contro-pulizia etnica”, costringono alla fuga migliaia di civili serbi. Secondo Amnesty International, tutte le case abitate dai serbi sono saccheggiate, un terzo dato alle fiamme e interi villaggi distrutti. Gli 8mila chilometri quadrati della Krajina, della Slavonia occidentale e della Dalmazia tornano sotto il controllo croato dopo quattro anni, anche grazie agli accordi segreti tra Zagabria, Belgrado e Washington. Nonostante gli appelli del leader serbo della Krajina Martić e di quello serbo-bosniaco Karadžić, Milošević ordina all’Armata federale di rimanere inattiva di fronte all’offensiva croata, che sfonda ovunque e conquista Knin, dove sono catturati anche 200 soldati Onu. Un debole corridoio umanitario sarà approntato, per tacitare le deboli riprovazioni del Consiglio di Sicurezza e il richiamo del Gruppo di Contatto. Le reazioni all’Operazione Oluja-Tempesta sono molteplici e di segno diverso. Mentre Russia e Unione europea condannano l’offensiva, gli Usa dichiarano di comprenderla e giustificarla perché elemento decisivo per la stabilizzazione dei Balcani. Si prospetta una divisione del territorio bosniaco tra la parte serba e quella croato-musulmana. Un ufficiale di collegamento croato racconta alla stampa che alcune settimane prima il gen. Vuono della Mpri ha avuto un incontro segreto nell’isola di Brioni con il gen Červenko, capo di Stato maggiore croato, l’architetto della campagna di Krajina. Nei giorni che hanno preceduto l’attacco si sono tenute almeno dieci riunioni tra il gen. Vuono e gli ufficiali croati che pianificavano l’operazione. Il 5 agosto, giorno della presa della capitale della Repubblica serba di Krajina, Knin, è festa nazionale in Croazia.

Il 6 agosto le milizie croate dell'Hvo entrano a Petrinja, Kostajnica, Vrginmost, subito ribattezzata Gvozd, Korenica, Slunj, Plitvice, Cetingrad, Ubdina e altre località. Resistono ancora Glina e Topuško. 
Nella Knin conquistata sono centinaia i morti, decine le case distrutte, 30.000 i civili serbi che fuggono.
Il generale musulmano Dudaković ordina d’incendiare i villaggi serbi della Krajina occidentale nelle zone di Sanski Most, Petrovac, Kljuć. 
Radio Zagabria annuncia che “la cosiddetta Krajina” non esiste più. Proprio a Knin il 17 agosto ‘90 iniziava la ribellione dei serbi di Croazia contro le autorità di Zagabria e migliaia di croati furono cacciati dalle loro case o uccisi dalla “pulizia etnica” serba. 
Le 18,00 segnano la fine dell’Operacija Oluja. Tudjman, dall’alto della fortezza turco-veneta di Knin, può esclamare: “Finalmente il tumore serbo è stato strappato dalla carne croata!”. 
I neo-ustaša scandiscono, interrompendolo: “Ante, Ante”, esaltando i loro due “eroi”. Uno è Ante Pavelić, il podglavnik. L’altro è Ante Gotovina, comandante del settore sud dell’Operazione. La sua immagine, riprodotta su centinaia di magliette e su grandi fotografie è offerta provocatoriamente per le strade di Knin, dove si cantano inni fascisti, sventolando stendardi nero-teschiati. Una gigantografia di Gotovina è piantata sulla pietraia carsica. 
Diventerà l’“eroe” fuggiasco, in quanto ricercato dal Tpiy per crimini di guerra e contro l’umanità commessi contro la popolazione serba. Gotovina è accusato della morte di 150 civili serbi e, con altri membri dell’Hvo, di aver perseguitato e espulso oltre 200mila serbi dalla Krajina.

Gotovina – arrestato a Tenerife nel dicembre del 2005 – dopo la condanna in primo grado a 24 anni per crimini contro l'umanità e violazione delle leggi e dei costumi di guerra, a cui si aggiunge la condanna per aver fatto parte di una associazione a delinquere finalizzata alla rimozione della popolazione serba in Croazia durante l'Operazione Tempesta, è stato prosciolto dalle accuse nella sentenza d’appello del novembre 2012.



Stampa questa pagina  

Bookmark and Share   

 
NEWS [ARCHIVIO NEWS]
20/10/17Gli incontri di domani, 21 ottobre
20/10/1722 ottobre 1992, a Višegrad va in scena il massacro di Sjeverin
20/10/17Processo Mladić, possibile sentenza di primo grado il 22 novembre
20/10/17"Lungo la Rotta Balcanica", incontro a Staranzano (Go)
19/10/17Nuovo in libreria: "Italia.zip" di Mario Conte e Pierluigi Senatore
18/10/17"Le lune di Avel", completato il crowdfunding!
15/10/1716 ottobre, Giornata mondiale dell’alimentazione
12/10/17Gli incontri oggi
11/10/17Caporetto 1917: fu resa o battaglia?
10/10/1710 ottobre, Giornata Mondiale contro la pena di morte
10/10/17"Le lune di Avel", ancora pochi giorni per partecipare al progetto!
10/10/17Srebrenica: assolto Naser Orić, la reazione serba e serbo-bosniaca
10/10/17Gli incontri di oggi tra Prato e Modena
 Tutte le news
PROMOZIONI
1Il prefisso di Dio
2Enrico e il mostro dell'ospedale
3Il teatro di Emma Dante
4Salaam
5Dida
6La seconda luna
7La forza delle mie mani
8Emboscada
9Il nostro viaggio
I LIBRI PIU' CLICCATI
1Diario da Sarajevo
2Il sogno fasullo
3Vai Razzo, veloce e feroce
4In attesa
5La fuga
6Il Battaglione Bosniaco
7Oro Azzurro
8Burkina Faso
9Rapporto 2015-2016
I LIBRI PIU' VENDUTI
1Rapporto 2015-2016
2Oro Azzurro
3Capitale garantito
4La rana e la pioggia
5Dalla Jugoslavia alle Repubbliche indipendenti
6Eden
7Tutto č vanitŕ
8In attesa
9La Musica č Felicitŕ
Copyright © 2017 Infinito edizioni S.r.l. P.I. 9582871001 | Realizzazione Siti MarcoMedi@ Privacy