Descrizione
L’amore per la madre lontana bloccata nella Siria sconvolta dalla guerra e quello per la patria curda negata dalla violenza e dalla Storia sono il fulcro di questa delicata e intensa silloge poetica, scritta col sangue, col dolore, con il trasporto di un animo che patisce l’impotenza del suo esistere di fronte all’immensità degli eventi e dell’assenza.
In ogni parola che ho vergato,
c’era la mano di mia madre sulla mia spalla,
e la patria che mi sussurrava nella sua lingua segreta…
una lingua che non si scrive con le lettere,
ma si ricorda con la nostalgia e si racconta con le lacrime.











