21 novembre 1995, la firma ufficiale degli Accordi di Dayton
On Novembre 17, 2021 | 0 Comments

17/11/2021. Il mese di novembre del 1995 ha visto lo svolgersi, presso la base militare statunitense di Dayton in Ohio, delle trattative per porre fine alla guerra in Bosnia Erzegovina. Erano presenti Slobodan Milošević, come rappresentante degli interessi dei serbo-bosniaci, il presidente della Croazia Franjo Tuđman e il presidente della Bosnia Erzegovina Alija Izetbegović. Il 19 novembre, a seguito di un nuovo e importante stallo nelle trattative, gli Usa minacciano – in assenza di un accordo – il ritiro del proprio sostegno militare all’esercito bosniaco e una definitiva uscita di scena diplomatica dalla Bosnia Erzegovina. Il giorno successivo si vive una giornata di grande tensione per le differenti posizioni delle parti sulle ipotesi di divisione territoriale. Fortunatamente il giorno successivo, 21 novembre, gli Accordi vengono finalmente firmati, sancendo così la fine del conflitto. Sarajevo diventa capitale senza divisioni, ai fini della divisione 51-49, la parte bosniaca rinuncia al territorio della montagna di Ozren, sopra la citta di Doboj. Le istituzioni bosniache vedono la luce del giorno: gli accordi sanciscono l’esistenza della Presidenza con tre membri, la moneta unica, la Banca centrale, la Corte costituzionale, il Parlamento. È previsto il mutuo riconoscimento tra la Bosnia Erzegovina e la Jugoslavia (Serbia e Montenegro). Il ritiro delle truppe serbe dai territori rimasti nella Federazione viene stabilito entro trenta giorni dalla firma degli accordi.

Questa breve ricostruzione di giorni intensi è tratta dal libro collettivo dal titolo Dayton, 1995. La fine della guerra in Bosnia Erzegovina, l’inizio del nuovo caos curato da Silvio Ziliotto e Luca Leone. I curatori in questo volume spiegano la scelta del luogo, le ragioni di una parte e dell’altra, i protagonisti principali e secondari delle trattative. Dayton, 1995 raccoglie ventisei voci di altissimo spessore, testimoni dell’epoca, diplomatici, giornalisti, scrittori, giuristi, religiosi, cooperanti ed esperti di Bosnia Erzegovina e di Balcani che raccontano spaccati inediti dal loro osservatorio speciale durante le settimane che precedettero e seguirono il raggiungimento degli Accordi, partecipando al contempo al dibattito sull’efficacia, i limiti, gli errori di chi li negoziò, viste la situazione di stallo sociale ed economico e la gestione improvvida del potere da parte delle élite politiche attuali.

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