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    Squillace Massimiliano

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Chernobyl. Scatti dall’inferno

di: Squillace Massimiliano

Prefazione di Andrea Satta
Introduzione di Mario Pillon

“È difficile immaginare di essere così vicini al mostro. Chernobyl è una parola che fa tanta paura, è un nome proprio diventato sentimento comune, spavento. Vedere le foto, leggere la cronaca al dettaglio di chi ha sfidato la propria carne per raccontare, colpisce al cuore”. (Andrea Satta)

All’una e 26 minuti della notte del 26 aprile 1986 la centrale nucleare di Chernobyl , costituita da quattro reattori realizzati tra gli Anni ‘70 e ’80, esplode lanciando nell’atmosfera venti milioni di Curie di materiali radioattivi. La nube tossica raggiunge dapprima i Paesi scandinavi, poi il resto dell’Europa, con il governo ucraino che comunica solo con colpevole ritardo l’immane tragedia verificatasi a Pripyat, dove vivevano circa cinquantamila persone. Che cosa ne è, oggi, di Chernobyl?

“Guardare le immagini e leggere le parole di Massimiliano Squillace su Pripyat, la città abbandonata a due chilometri dalla centrale, porta a riflettere, più di qualunque dibattito di qualunque analisi. Fa sentire sulla pelle l’orrore. Chernobyl non è un dato statistico su cui dissertare; è uno tsunami che ha cancellato migliaia di vite e altrettante ne ha segnate per sempre ”. (Filippo Penati)

“Tutto intorno a noi è foresta. La selva che stiamo attraversando nelle immediate vicinanze della centrale è chiamata Red Forest: era una pineta grande come una nostra media città, situata nell’area compresa in un raggio di dieci chilometri del sito nucleare di Chernobyl, che in seguito all’incidente subì un fallout radioattivo fino a 4,81 GBq/m² che la fece dapprima virare verso il colore rosso. quindi morire. Tuttavia, grazie all’assenza di qualsiasi attività umana l’area della foresta rossa è oggi diventata una vera e propria oasi ecologica e un rifugio unico per la fauna selvatica.
Stiamo tagliando un deserto, un rigoglioso deserto verde. Un’enorme e tranquilla campagna dove la natura è esplosa negli anni. Ogni tanto incrociamo una strada, un piccolo paese. Le vie sono vuote, i vetri rotti, le case abbandonate. Tutto intorno a noi è disseminato di cartelli nell’erba che indicano un’elevata presenza di radiazioni”.

“Chernobyl. Scatti dall’inferno” è il racconto di un viaggio in un quasi dopoguerra nucleare. Decine di splendide foto e un testo scritto con uno stile rapido e asciutto, quasi radiofonico, documentano che cosa è rimasto di Chernobyl, e dei nostri peggiori incubi, cinque lustri dopo.

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ISBN: 9788897016045
Collana: Collana GrandAngolo
Caratteristiche: Formato cm 20x20, copertina plastificata a colori, filo refe
Anno di pubblicazione: 2011
Numero di pagine: 144
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Autori: Squillace Massimiliano