Descrizione
“Conseguito un piacere, l’anima non cessa di desiderare il piacere, come non cessa mai di pensare, perché il pensiero e il desiderio del piacere sono due operazioni egualmente continue e inseparabili della sua esistenza”.
Il gusto come fonte inesauribile di piacere e come strumento indispensabile per conoscere se stessi e il mondo: in questa prospettiva, Leopardi affronta nelle pagine del suo Zibaldone una delle questioni più dibattute dalla filosofia antica ed illuministica e ancora oggi attualissima, con uno sguardo attento all’armonia dei sapori, al modo in cui il gusto progressivamente si affina e al piacere effimero, e per questo così ricercato, che esso promette.




