Descrizione
Un uomo di marketing, padre di due figlie adolescenti, affronta senza peli sulla lingua una delle tematiche più sensibili per le famiglie contemporanee: è lecito, è etico, l’uso dei bambini, della loro immagine, dei loro gusti, delle loro sensibilità per alimentare il mercato dei consumi?
L’autore ce la mette tutta per convincerci della liceità dell’uso dei bambini in pubblicità e per l’aumento delle vendite, e usa argomenti talmente solidi da portare dalla sua parte anche i lettori più restii. Salvo, nel finale, rovesciare clamorosamente il suo ragionamento e dimostrare, con disarmante semplicità, quanto e quale difetto di etica e di cultura vi sia non solo nell’uso dei bambini nelle ricerche di mercato e nella pubblicità, ma anche in molte convinzioni consumistiche ormai profondamente radicate in tanti di noi. Anche genitori.



