“I poeti del vino”, di Giuseppe Giacosa

13/08/2026. “I poeti del vino si dividono in due classi diverse: prima, quelli che lo hanno cantato, seconda, quelli che lo hanno bevuto – scrive Giuseppe Giacosa ne I poeti del vino. La prima comprende i poeti dei quali per udire menzionato il vino, bisogna cercare le opere; la seconda, quelli che gli fecero una larga e trista parte nella storia della propria vita”.

Giuseppe Giacosa scrisse il breve testo I poeti del vino peressere letto nel corso di un ciclo di conferenze sul vino che si tennero a Torino nei primi mesi del 1880.

I poeti del vino, è un brillante, stimolante e divertente testo saggistico-letterario in cui l’autore riflette sul rapporto tra il vino e la poesia. Fin dall’antichità, spiega Giacosa, il vino è stato spesso celebrato dai poeti come simbolo di gioia, ispirazione, libertà e vitalità. Attraverso riferimenti a opere e autori classici e moderni, Giacosa distingue tra chi canta il vino in modo autentico, perché ne condivide lo spirito conviviale e umano, e chi invece lo esalta in maniera artificiosa e retorica. Il vino diventa così una metafora dell’atteggiamento del poeta verso la vita: i veri “poeti del vino” sanno cogliere il valore semplice e sincero dell’esistenza, quelli che lo usano come ornamento letterario sono falsi e vuoti. L’autore si schiera con i primi e con una poesia che nasca da un’esperienza vissuta, non da pose intellettuali.

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