02/09/2025. “Gianluigi, professore di storia e grandissimo scassatore di scatole, ci ha raccontato che il nome Gariboja risale a un francese originario della Borgogna, tale Jean Gribouille, personaggio popolare in Francia e molto simile al nostro Bertoldino, altro bell’esempio di credulone. Oltralpe fu protagonista del romanzo La Soeur de Gribouille, scritto nel 1862 da Sophie Rostopcina, contessa di Ségur. Importato da noi in Piemonte, il buon Gariboja è diventato l’emblema di una ingenuità spinta ai confini della stoltezza, tant’e che vi sono moltissime espressioni che lo riguardano. Si diceva che nascondesse i soldi in tasca degli altri per timore di essere derubato (cosi se qualcuno li rubava non erano più soldi suoi), che la paura di bagnarsi sotto la pioggia lo induceva a nascondersi nell’acqua o che tentasse di spaccare le noci con le uova. Anche sul commercio aveva le sue idee come, ad esempio, quella di acquistare le uova a dodici soldi la dozzina per rivenderle a un soldo l’una, immaginando di ottenere un guadagno sulla quantità. Per questo, l’essere furbo come Gariboja non era propriamente un complimento.
Marco Travaglini nel nuovo libro dal titolo Il seggio del peccato. Vite e dicerie di strapaese tra laghi, monti e vigne da cui abbiamo tratto il brano sopra riportato, ci racconta le origini di un modo di dire tradizionale piemontese. Per conoscere altre curiosità, modi di dire e tradizioni dei tempi più lontani segnaliamo due incontri con l’autore che si terranno il primo domenica 7 settembre a BAVENO (VB), nell’ambito di “La pietra racconta”. Il secondo appuntamento è previsto per giovedì 11 settembre a TORINO, nell’ambito della Festa dell’Unità (piazza d’Armi, area libreria), ore 18,00.

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