03/06/2026. “La capacità tecnica dei tessitori ha radici antiche e l’arte del tappeto si raffinò via via che le tribù diventavano sedentarie. I popoli nomadi dell’area asiatica che comprende l’odierna Turchia, l’Iran, l’Afghanistan e i Paesi limitrofi avevano imparato a intrecciare la lana ricavata da pecore e capre per farne stuoie. Nei lunghi inverni trascorsi nelle tende svilupparono la tecnica dei nodi per dotarsi di tappeti caldi e isolanti. Dall’intreccio dei fili di lana nascevano manufatti pregiatissimi che prendevano il nome dalla città di provenienza perché nel corso del tempo ciascuna si andava specializzando in lavorazioni e decorazioni al punto che gli iraniani sanno distinguere immediatamente un tappeto di Isfahan da uno realizzato a Tabriz o a Nain. Diventati famosi alla fine dell’Ottocento, da qualche anno i tappeti persiani sono Patrimonio dell’Umanità e oggi la loro esportazione rappresenta circa un quarto del business mondiale del settore. All’interno dell’università di Kashan è stato aperto addirittura un Carpet Research Center”.
Il brano sopra riportato è tratto da Iran invisibile. Identità, diritti negati, esilio, di Ida Santilli, un volume concentrato sull’Iran, sulla sua storia e cultura millenaria, fino ai nostri giorni.
Segnaliamo la presentazione del libro che si terrà a Roma venerdì 12 giugno presso la libreria Tra le righe, viale Gorizia 29, ore 18,00. Dialogano con l’autrice Zara Tofigh e Flavia Capone. Per informazioni e prenotazioni tel: 06/87602445.

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