Un estratto da “Che caos in via Babilonia”

03/09/2025. “Il dilemma che si poneva in quel momento era il seguente: mantenere quel quartiere ormai cresciuto e sovrappopolato ma abusivo, salvaguardando così la dignità delle persone e condonando quell’immenso abuso edilizio per non creare problemi sociali, oppure buttare giù tutto andando incontro a una lunga battaglia legale destinata a durare fino allo sfinimento, col rischio di ritrovarsi i palazzi comunali assediati notte e giorno dai dimostranti?

D’altronde, quelle non erano mica le uniche case abusive. La città era costruita per metà senza un piano regolatore. Per non parlare dei catasti, che non erano mai esistiti, perché ai tempi della ex repubblica non era contemplata la proprietà privata.

Tagliando corto, decisero di condonare tutto, chiudendo tutti e due gli occhi sulla faccenda. D’altronde c’erano delle questioni ben più importanti da risolvere. E così fu”.

Diana Bošnjak Monai nel nuovo romanzo dal titolo Che caos in via Babilonia, da cui abbiamo letto il brano sopra riportato, ci racconta dell’origine di via Babilonia, un quartiere completamente abusivo sorto in pochissimo tempo in una delle città di una delle ex repubbliche jugoslave. Il romanzo vede protagonisti un sindaco corrotto, un prete metropolita, uno spazzino, un leone, un’anziana affetta da demenza senile e una guaritrice vergine. Sembra incredibile, ma nulla lo è quando in un Paese ex socialista in preda a caos, anarchia e corruzione i potenti tengono sottomessi e sottopagati i cittadini, mentre grandi affari immobiliari e la criminalità prosperano sfacciatamente. Leggere per credere.

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