Un estratto da “Hikikomori d’Italia”

06/08/2026. “Quando sentiamo la parola hikikomori, la mente va subito al Giappone – scrive Chiara Vergani nel nuovo libro dal titolo Hikikomori d’Italia. È lì che questo termine ha avuto origine, per descrivere quei giovani, e non solo giovani, che decidono di chiudersi in casa per lunghi periodi, tagliando ogni rapporto con l’esterno. Un fenomeno che per anni sembrava lontano, quasi estraneo alla nostra cultura. Eppure, negli ultimi tempi, ci siamo accorti che non è affatto così. L’hikikomori non è più solo un fenomeno giapponese: è globale. E riguarda anche l’Italia, più di quanto immaginiamo. Anche da noi sempre più ragazzi e, in alcuni casi, anche adulti, scelgono l’isolamento come risposta a un mondo che percepiscono come troppo ostile, troppo esigente, troppo difficile da affrontare. In Italia si stima che migliaia di giovani vivano questa condizione, chiusi nelle loro stanze, spesso dimenticati, invisibili agli occhi della società. Le cause sono molteplici: possono essere legate al bullismo, alla pressione scolastica, a difficoltà familiari, a disagi psicologici come ansia o depressione. E, come accade altrove, anche qui il problema resta spesso sommerso, non riconosciuto, confuso con altre difficoltà”.

Hikikomori d’Italia esplora le cause profonde di questo disagio, il ruolo della famiglia, quello della scuola e le possibili strategie di reinserimento. Attraverso testimonianze dirette, dati aggiornati e un’analisi sociologica e psicologica, il libro offre una riflessione su un problema molto serio ma ancora poco compreso.

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