09/01/2026. “Siamo seduti davanti ai nostri zaini. Io cerco di immaginare come sarà il viaggio di domani. Ma non ci riesco. Vedo solo la mia casa. Che adesso ho davanti agli occhi ma domani non più. La rivedrò? – scrivono Sanel Kaltak e Ilario Tancon in Via da Sanski Most. La guerra in Bosnia, la fuga a piedi, l’Everest in bicicletta. La mamma si alza. Va verso la credenza. Prende qualcosa e si dirige verso la porta. In mano vedo che ha due pezzi da cinquanta marchi. Papà la segue, con in mano un martello e una pinza. Si mettono ad armeggiare davanti alla porta. Discutono. Papà stacca una tavola, mamma appoggia sul cemento i due pezzi da cinquanta marchi. Poi papà rimette al suo posto la tavola. La mamma sistema il tappetino. «Se un giorno torneremo, magari senza soldi perché ci avranno derubati, con questi potremo tirare avanti una ventina di giorni» sospira. Ci guardiamo, senza dire nulla”.
È il 1992 e, come abbiamo letto, l’adolescenza di Sanel svanisce a causa dello scoppio della guerra in Bosnia Erzegovina. Le estati spensierate, fatte di gite in bicicletta e bagni al fiume sono sostituite da tensione, paura, morte e distruzione fino al momento, purtroppo necessario, di abbandonare la propria casa. Dopo aver trascorso alcuni mesi in Istria come profughi, Sanel e la sua famiglia sono accolti in Italia, nella zona delle Dolomiti Bellunesi.
Qui ci sarà una nuova casa dove vivere, una nuova scuola con una nuova lingua da imparare e nuove amicizie da costruire. Gli autori ripercorrono gli anni della formazione e del successo di Sanel in Italia confrontandoli con l’ultima sfida, l’Everesting, la sfida di endurance durante la quale i ciclisti affrontano ripetutamente la stessa salita fino a raggiungere un dislivello cumulativo di 8.848 metri, l’altezza del monte Everest.
Segnaliamo la presentazione del libro organizzata a Trieste il prossimo lunedì 12 gennaio, presso la libreria Lovat, Stabile Oviesse, viale XX Settembre 20, ore 18,00. Saranno presenti gli autori, modera Diana Bosnjak Monai.

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