16 marzo 1978, viene rapito Aldo Moro
On marzo 15, 2019 | 0 Comments

16/03/2019. “16 marzo 1978, ore 9,02. In via Mario Fani, nel quartiere residenziale della Camilluccia, nella zona nord-occidentale di Roma, un commando ter­roristico rapisce il presidente della Dc Aldo Moro. Nell’agguato vengo­no uccisi i due carabinieri sull’auto di Moro, Domenico Ricci e Oreste Leonardi, e i tre poliziotti dell’auto di scorta, Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

Ore 10,00. Le Brigate rosse telefonano all’agenzia di stampa Ansa, rivendicando l’agguato e comunicando di aver rapito Moro.

Ore 12,00. Il ministro dell’Interno Francesco Cossiga insedia al Vi­minale un comitato di esperti, che coordini le indagini. Forze dell’or­dine e magistratura iniziano a passare al setaccio decine di segnala­zioni e in giornata esce già una lista di ricercati. Gli Stati Uniti, in obbedienza a una legge appena approvata, non aiutano ufficialmente gli inquirenti, se non con l’invio di un esperto, che affiancherà il ministro Cossiga.

Ore 18,00. I due rami del Parlamento, accelerati i tempi del dibatti­to, votano la fiducia al governo guidato da Giulio Andreotti, che pro­prio quella mattina si era presentato in aula e che era sostenuto dalla più ampia maggioranza della storia repubblicana: Dc, Pci, Psi, Psdi, Pri e Pli, ovvero democristiani, comunisti, socialisti, social-democratici, repubblicani e liberali. Nelle dichiarazioni di voto tutti i rappresentanti dei partiti, con l’unica eccezione dei Radicali, si dicono contrari a even­tuali trattative con i rapitori di Moro.”

Così inizia il libro del giornalista Alessandro Forlani dedicato al caso Moro, dal titolo TESTIMONI INCONSAPEVOLI.

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