20 novembre, Giornata internazionale per i diritti dell’Infanzia e l’Adolescenza

20/11/2019. Si festeggia oggi, in tutto il mondo, un doppio compleanno legato alla tutela internazionale dei diritti dell’infanzia. Il primo anniversario da ricordare è il 20 novembre del 1959, data in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Dichiarazione Universale dei diritti del fanciullo, i cui albori risalgono al lontano 1924. Solo dopo la seconda guerra mondiale e l’istituzione dell’Onu è stato possibile tornare ad affrontare il discorso della tutela dell’infanzia a livello internazionale, stabilendo i seguenti dieci punti:

  1. Tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione devono essere riconosciuti a tutti i bambini esistenti al mondo, senza che sia possibile alcun tipo di discriminazione;
  2. al bambino viene riconosciuto il diritto a una speciale protezione e il legislatore nazionale deve sempre agire avendo quale considerazione predominante l’interesse superiore del minore;
  3. ogni bambino ha diritto al proprio nome e alla propria nazionalità e questo fin dal momento della nascita;
  4. il bambino ha diritto a beneficiare della sicurezza sociale, a crescere in modo sano e a essere ben alimentato; lui e la madre (specie in gravidanza) hanno diritto alla protezione sociale;
  5. il bambino portatore di disabilità ha diritto al sostegno e alle cure collegate alla sua situazione;
  6. il bambino ha diritto a crescere sotto le cure dei genitori in un’atmosfera di protezione e d’affetto. Non va allontanato dalla madre senza motivi e vanno concessi aiuti alle famiglie numerose. I bambini senza famiglia hanno diritto alla protezione sociale;
  7. il bambino ha diritto a un’istruzione scolastica almeno di livello elementare gratuita e obbligatoria. L’istruzione scolastica deve consentirgli di sviluppare le sue facoltà, il suo senso di responsabilità e di diventare un membro utile della società; essa va impartita nel suo interesse, soprattutto sotto la responsabilità dei suoi genitori. Il bambino ha diritto al giuoco che abbia fini educativi;
  8. il bambino deve ricevere con priorità protezione e soccorso;
  9. il bambino va protetto contro crudeltà, maltrattamento, sfruttamento e tratta; può entrare nel ciclo lavorativo solo dopo una certa età e non può essere mai coinvolto, fino a che resta bambino, in lavorazioni che gli possano nuocere;
  10. il bambino deve essere protetto contro le pratiche che possono portare alla discriminazione razziale, alla discriminazione religiosa e ad ogni altra forma di discriminazione. Deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza universale, e nella consapevolezza che deve consacrare le sue energie e la sua intelligenza al servizio dei propri simili.

Da allora sono stati compiuti molti passi in avanti, che sono culminati con l’adozione, il 20 novembre del 1989, nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.

La Convenzione è uno strumento normativo internazionale di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia. Dei i 54 articoli da cui è composta ne spiccano alcuni a tematiche molto importanti, come quelle contro l’abuso e lo sfruttamento minorile. La Convenzione specifica quali siano gli obblighi degli Stati e della comunità internazionale nei confronti dell’infanzia e codifica e sviluppa in maniera significativa le norme internazionali applicabili ai bambini, indicando come tali ogni essere umano avente un’età inferiore ai 18 anni. La Convenzione è stata ratificata da tutti i Paesi del mondo, eccetto Somalia e Stati Uniti; l’Italia lo ha fatto nel 1991.
La Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia rappresenta uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano e un chiaro riferimento a tutti gli sforzi compiuti in tanti anni di difesa dei diritti dei bambini.

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