24/03/2023. “Il 24 marzo 2021 è accaduto un fatto di straordinaria importanza – scrive Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty International nel volume dal titolo Molla chi boia. La lenta fine della pena di morte negli Stati Uniti. Un pezzo della macchia nera della “cintura della Bibbia” si è colorato di bianco. Alle 14,00 ora locale il governatore dello stato della Virginia, Ralph Northam, ha firmato la legge che ha abolito la pena di morte, che era stata approvata all’inizio dell’anno dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato con tempi sorprendentemente solleciti e con solide maggioranze.
Ciò è avvenuto a distanza di 413 anni dalla prima esecuzione – quella del capitano George Kendall, passato per il plotone d’esecuzione nel 1608 per tradimento – e dopo altre 1.389 esecuzioni, cinquecento delle quali ai danni di schiavi e, come abbiamo visto, 113 nei quattro decenni precedenti all’abolizione. Il 1° settembre 2021 il governatore ha persino dato la grazia postuma a sette neri finiti sulla sedia elettrica nel 1951.
La Virginia è diventata così l’undicesimo stato degli Usa ad aver abolito la pena di morte in questo secolo”.
L’interessante e originale lavoro di Noury dedicato alla pena di morte negli Stati Uniti d’America mostra la tendenza, consolidata negli ultimi decenni, verso una progressiva diminuzione del ricorso alla pena capitale e si snoda attraverso alcuni punti chiave qualila cancellazione della pena di morte in alcuni stati, l’esaurimento delle scorte di uno dei prodotti impiegati per l’iniezione letale, gli orientamenti dell’opinione pubblica, le campagne delle organizzazioni abolizioniste, le sentenze dei tribunali federali e statali e soprattutto le storie dei prigionieri messi a morte, vittime in alcuni casi di veri e propri esperimenti su esseri umani.

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