20/11/2018. Domenica 25 novembre il mondo celebrerà la 19° Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Decine di iniziative avranno luogo in tantissime piazze italiane e in tutto il mondo, per sensibilizzare l’opinione pubblica nei riguardi di un tema quanto mai attuale e su cui è necessario che l’attenzione sia alta per 365 giorni l’anno.
Abbiamo così deciso di dedicare la settimana che inizia oggi e tutti i giorni che portano al 25 novembre proponendo dei brevi estratti da alcuni dei nostri libri che trattano questo argomento.
Il brano che abbiamo scelto oggi è tratto dal romanzo di Palma Lavecchia dal titolo MI CHIAMO BEBA.
“Intanto, galleggiavo in una storia assurda e spietata, in cui adesso l’amante ero diventata io, perché lui inventava per Sara cene e riunioni serali di lavoro pur di avere un pretesto per attardarsi da me. E in quei frangenti, mi controllava il telefono, scorreva le e-mail e i messaggi nella mia posta elettronica, quasi sempre mi trascinava in bagno esigendo un rapporto stravagante, qualche volta è arrivato addirittura a insultarmi e minacciarmi con un coltellino puntato alla gola. Spesso, però, capitava anche che mi chiedesse scusa, mi diceva che non avrebbe mai voluto farmi del male, che ero diventata un’ossessione da cui non sapeva liberarsi. Erano quelli i momenti in cui oscillavo tra la pietà, la compassione e la tenerezza. Lo abbracciavo e lo scoprivo piccolo tra le mie braccia e non era raro che finissimo a fare l’amore con una passione struggente e dolorosa. Poi, però, ritornavano le volte in cui mi annullava con insulti e affermazioni insensate, con gli schiaffi in faccia e mi faceva sua con violenza. Era in quelle occasioni che avevo quasi la sensazione che si nutrisse del mio terrore, che così si sentisse forte e potente. E io lo odiavo; lo odiavo, ma nel contempo iniziavo a credere di non meritare nulla di meglio.”


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