26-28 luglio, pre-vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari
On Luglio 25, 2021 | 0 Comments

25/07/2021. Sistemi alimentari e acqua: oltre il 60 per cento del cibo consumato a livello globale è prodotto da agricoltura alimentata dalla pioggia e, se mancano piogge efficaci, la sicurezza alimentare è a rischio. Ma lo è anche in caso di devastanti alluvioni e a causa dell’inquinamento. Sono solo alcuni dei possibili spunti di riflessione che – in vista del pre-vertice dell’Onu ospitato a Roma dalla FAO dal 26 al 28 luglio 2021 – ci riportano al libro Il senso della sete della giornalista Fausta Speranza, dedicato all’acqua tra geopolitica, diritti, arte e spiritualità.

L’incontro di luglio, in vista del vertice dell’ONU sui sistemi alimentari che si terrà a settembre a New York, non parlerà solo di fame nel mondo, ma anche di sprechi alimentari, di sistemi, di finanza, di salute, educazione. Al tavolo proposte della società civile, attraverso i “Dialoghi indipendenti” di 600 Forum in tutto il mondo. Di tutti questi temi si occupa Il senso della sete, a partire dal legame imprescindibile tra l’acqua e il diritto alla salute. Emergono nel testo scenari di inquinamento per il 12 per cento delle risorse idriche dei Paesi dell’Ue e si profilano scenari di vere e proprie guerre per l’oro blu in un numero sempre maggior di aree del mondo, e non solo intorno al Lago Ciad in Africa. Peraltro in almeno 9 Paesi – Iraq, Libia, Palestina, Pakistan, Sudan, Siria, Repubblica Centrafricana, Ucraina e Yemen – i bambini sotto i cinque anni hanno una probabilità 20 volte maggiore di morire a causa di malattie diarroiche da acqua infetta che a causa della violenza. Per non parlare dei teatri di instabilità dove l’approvvigionamento di acqua diventa, prima ancora che un motivo di conflitto, un’arma di guerra. Solo alcuni esempi: l’Ucraina orientale ha registrato quattro attacchi alle infrastrutture idriche dall’inizio dell’anno, con 380 attacchi registrati dal 2017; entrando nel suo sesto anno di conflitto prolungato, lo Yemen ha subìto 122 attacchi aerei alle infrastrutture idriche tra marzo 2015 e febbraio 2021; dal 2019, lo Stato di Palestina ha subìto 95 attacchi contro 142 infrastrutture idriche e igienico-sanitarie. Ad essere colpito è il diritto all’acqua potabile e ad essere distrutta è la possibilità di colture, allevamenti di bestiame, pesca, acquacoltura, silvicoltura, che rappresentano circa il 70 per cento dei prelievi totali di acqua dolce a livello globale e oltre il 90 per cento nella maggior parte dei Paesi meno sviluppati.

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