27/06/2019. Il colpo di stato militare fu perpetrato in Uruguay il 27 giugno 1973 dalle forze armate in collaborazione con il conservatore Partido Colorado e l’allora presidente Juan María Bordaberry Arocena (eletto democraticamente nel 1971). La dittatura – utilizzando strumenti quali l’arresto sistematico degli oppositori e la loro sparizione forzata, la tortura, la minaccia fisica e psicologica – si protrasse fino al 1985. Già negli anni che hanno preceduto il golpe la violenza attraversava l’Uruguay. Anahì, come tanti altri giovani universitari, si interessa di politica, si schiera dalla parte di chi difende la libertà e i diritti fondamentali, scende nelle piazze per denunciare i metodi repressivi del governo. Questa generazione pagherà il prezzo più alto per le sue idee. L’esperienza della prigione e della tortura spezza in due la vita e i ricordi di Anahì. In esilio a Firenze, tenta di costruire una vita “normale”, ma riuscirà a liberarsi delle ombre di un passato oscuro e rimosso soltanto tornando a Montevideo, quando in Uruguay è tornata la democrazia. Si intrecciano alla sua storia quelle di Marisa, Santiago, Lucia, Tomàs e molti altri protagonisti che compongono un affresco intenso e complesso di un popolo che con coraggio e ostinazione ha sfidato il potere efferato della dittatura. Anahí del mare. La dittatura in Uruguay, la notte di un popolo il racconto autobiografico di Anna Milazzo, oscilla tra la suggestione del mito e l’impegno civile, tra un tempo soggettivo e quello della memoria storica. Un percorso personale, quello dell’autrice, per rivivere, affrontare e superare le ferite del passato.
27 giugno 1973, il golpe in Uruguay


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