29/06/2019. “L’orologio sul muro bianco del corridoio che introduce
alle sale operatorie del primo padiglione segna le 20,32 del
29 giugno 1951. Serse ha solo ventotto anni; Serse è il fratellino
devoto di Fausto ed è anche l’unica persona della quale
il Campionissimo si fidi ciecamente. Serse ora non c’è più. (…)
In quelle ore un Fausto devastato si aggira come un leone in gabbia per i corridoi della clinica. Ha anch’egli il volto trasfigurato dal pianto
e dalla sofferenza. È una furia. Non riesce a domare il suo
dolore. I presenti racconteranno più tardi di non averlo mai visto in vita sua così disperato, smarrito, straziato, con gli occhi rivolti al cielo e lo sguardo perso nel vuoto mentre è ossessivamente intento a ripetersi: «Aveva ragione mamma Angiolina… aveva ragione lei… aveva ragione
mamma Angiolina… non avremmo mai dovuto correre…».”.
Con questo brano intenso il giornalista Lucio Rizzica in SERSE COPPI, L’ANGELO GREGARIO, curato da Luciana Rota, ricorda l’improvvisa morte, il 29 giugno del 1951, del più piccolo dei fratelli Coppi, legatissimo all’amato Fausto, che a sua volta traeva forza e conforto dalla presenza dell’allegro Serse. Un libro che ripercorre una vicenda umana, di affetto, sportiva e della nostra storia contemporanea.

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