29 giugno 1951, muore Serse Coppi, fratello del Campionissimo Fausto

28/06/2020. «Aveva ragione mamma Angiolina… aveva ragione lei… aveva ragione mamma Angiolina… non avremmo mai dovuto correre…». È la sera del 29 giugno del 1951 e, con queste parole cariche di dolore, Fausto Coppi si aggirava come un leone in gabbia nei corridoi della clinica torinese Sanatrix, dove era stato portato il fratello Serse, a seguito di una terribile caduta dalla bicicletta. Il trauma cranico riportato da Serse gli costerà – giovanissimo – la vita e segnerà un solco profondo nella vita di Fausto, da sempre legatissimo a quel fratello sempre allegro, ottimista ed estroverso, il contrario di Fausto, che era invece taciturno, pessimista e introverso. Serse Coppi, l’angelo gregario, scritto dal giornalista Sky Lucio Rizzica e curato da Luciana Rota, parla del legame profondo che ha unito i due fratelli, uniti tanto nella vita privata quanto sui sellini delle loro biciclette. L’autore non si ferma a questo, anzi, ci fa entrare nella vita dei due fratelli, seguendoli dalle prime pedalate attraverso la guerra, l’amore, le gare, fino alla loro prematura e non voluta separazione. Grazie anche alle testimonianze dirette di Sandrino Carrea, gregario di Fausto, e di sua sorella Edda e agli articoli di giornale contemporanei agli eventi narrati, l’attenzione si concentra sul “fratellino” nell’ombra, su quell’uomo tanto umile, leale e sempre ottimista da farsi volentieri da parte per lasciare vincere il fratello maggiore, quasi più contento dello stesso Fausto dopo ogni vittoria. Pezzi di storia della seconda guerra mondiale e del dopoguerra si intrecciano insieme a racconti di vita di questi due campioni che hanno scritto la storia del ciclismo italiano e non solo, lasciando il lettore sbalordito davanti ai loro successi e sull’orlo delle lacrime quando ci sembra di sentire sulla nostra pelle il dolore provato da Fausto alla morte dell’amato fratello. Un libro pieno di gioia, dolore, trionfi e sogni infranti che coinvolge con la sua semplicità e schiettezza e che, grazie soprattutto alle testimonianze dirette, ci fa sentire i protagonisti molto più vicini a noi di quanto non siano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *