9 maggio 1978 – il ritrovamento del corpo di Aldo Moro –
On maggio 9, 2018 | 0 Comments

09/05/2018. Esattamente quaranta anni fa, in una mattinata romana, a seguito di una telefonata da parte del brigatista Valerio Morucci a Franco Tritto, collaboratore di Moro, veniva ritrovato il corpo senza vita del segretario della Dc all’interno del bagagliaio di una R4 parcheggiata in via Caetani, a metà strada tra le sedi romane di Dc e Pci.

Ripercorriamo quell’intensa giornata insieme ad Alessandro Forlani che nel libro dal titolo TESTIMONI INCONSAPEVOLI, ha ricostruito i 55 giorni del caso Moro e i successivi anni di silenzi e omertà, focalizzandoci in particolare sugli orologi impazziti di via Caetani e le differenti versioni riportate allora.

“A che ora viene ritrovato il cadavere di Moro? La risposta a questa domanda può gettare luce sul mistero del fallimento della trattativa? È una questione che nell’era digitale non si porrebbe, visto che telefona­te, foto, riprese video, dirette televisive e radio sono effettuate con dei dispositivi che indicano tutti e sempre un’ora non discutibile, perché collegata a un satellite. Allora non era così. Per sapere che ora fosse, bi­sognava guardare un orologio a lancette. Anche l’ora di una telefonata intercettata veniva scritta a mano su un pezzo di carta dall’intercetta­tore dopo aver guardato l’orologio. Gli orologi, se non li caricavi, ogni tanto si fermavano e non sempre segnavano tutti la stessa ora.

Il ritrovamento del corpo di Moro ha un orario ufficiale, come quello della sua morte. Secondo il racconto dei brigatisti, accolto nelle sen­tenze, Moro viene ucciso nel bagagliaio di una R4, ferma nel garage del condominio di via Montalcini 8, alle 6,30 del 9 maggio ‘78. I terroristi portano poi l’auto a via Caetani, arrivando presumibilmente tra le 7,45 e le 8,00. La telefonata di Valerio Morucci al professor Tritto, in cui si annuncia che il corpo di Moro è a via Caetani, secondo i verbali della polizia è stata effettuata alle 12,13 e, secondo quanto dice la magistra­tura, le forze dell’ordine arrivano quasi subito a via Caetani. La notizia però giunge a piazza del Gesù e negli altri Palazzi del potere solo verso le 14,00. L’agenzia Ansa batte la notizia alle 13,59, parlando solo di un corpo trovato in un’auto, mentre il nome di Moro viene fatto solo nel lancio delle 14,04. Il comunicato ufficiale del ministero dell’Interno, pubblicato dall’Ansa alle 14,23, dice che il corpo esanime di Moro è stato trovato dalle forze dell’ordine alle 13,30. Le prime telecamere ad arrivare a via Caetani sono quelle della tv privata romana Gbr e il gior­nalista Franco Alfano, che coordinò le riprese, dice di essere arrivato poco prima delle 14,00.

Anche la Dc, nella persona del segretario Zaccagnini, è avvertita da Cossiga dopo le 13,45, come testimonia l’ex direttore del Tg1 Nuccio Fava, che rispose personalmente al telefono dalla stanza del segretario, che era impegnato nella direzione. “Quel telefono non smetteva mai di squillare – spiega il giornalista – e così, anche se era la stanza di Zaccagnini, pensai che fosse il caso di rispondere. Avevo appena concluso un collegamento sulla direzione Dc per il Tg1 delle 13,30, saranno state forse le 13,45. Dall’altra parte del filo c’era Cossiga, che mi an­nunciò con voce funerea che Moro era morto. A mia volta comunicai la notizia al portavoce del partito Umberto Cavina e al telegiornale. Fu poi Bruno Vespa a dare l’annuncio in diretta intorno alle 14,00. Com­mentata la notizia con un primo collegamento da piazza del Gesù, scesi in via Caetani, dove trovai già tutto transennato”. ­

Non è diverso il tempo in cui la notizia arriva a Craxi. Signorile dice di aver lasciato Cossiga poco dopo l’annuncio del ritrovamento del corpo di Moro e di aver avvertito il segretario socialista. Tra uscire dal Viminale e tornare a via del Corso possiamo ipotizzare una ventina di minuti. Craxi quindi in teoria avrebbe dovuto essere avvertito prima delle 13,30. Invece pare che anche lui sia raggiunto dalla notizia più o meno a quell’ora. Craxi era in auto in viaggio verso Grosseto e venne avvertito con uno di quei rudimentali telefonini, di cui alcune auto blu erano già dotate fin dal ‘75. Craxi era atteso a Grosseto verso le 14,30. Da Roma a Grosseto ci volevano circa due ore e lui fu avvertito quando si trovava a metà strada, ovvero a Civitavecchia, quindi presumibil­mente verso le 13,30.

Una testimone, il cui racconto è stato recuperato nelle carte proces­suali dalla giornalista Stefania Limiti, mise a verbale di aver parcheg­giato la sua automobile proprio dietro la Renault 4 rossa alle ore 13,05, senza che nessuno glielo impedisse. Alle 13,15, dopo essere andata a comprare un panino, dice di essere entrata nel suo ufficio, situato a via Caetani, e riferisce che solo dopo (alle 13,20) sarebbe scattato il caos di sirene.

L’allora capitano dei carabinieri Antonio Cornacchia nelle sue me­morie scrive di aver ricevuto dai suoi superiori una comunicazione ur­gente su un’auto sospetta a via Caetani alle 13,20 e dice che l’ordine era di non “manomettere”, finché non fossero arrivati gli artificieri.

La testimonianza degli artificieri però, uscita solo nel 2013, visto che incredibilmente nei trentacinque anni precedenti nessuno tra forze dell’ordine, magistrati e giornalisti li aveva mai cercati, por­ta indietro addirittura alle 11,00 il ritrovamento del cadavere. Gli agenti Vitantonio Raso e Giovanni Circhetta, sentiti dal ricercatore Manlio Castronuovo e dal giornalista Paolo Cucchiarelli, ricordano di essere stati inviati a via Caetani verso le 11,00, di aver aperto l’auto con le cautele del caso nel timore che ci fossero ordigni esplosivi, di aver constatato che effettivamente nel bagagliaio c’era il cadavere di Moro e di aver recuperato anche una lettera, un assegno e degli og­getti personali dello statista. A via Caetani, secondo il loro racconto, si recò subito dopo anche il ministro Cossiga, che non parve stupito. Gli artificieri però sorvegliarono l’area con discrezione, attendendo rinforzi per più di due ore, prima di recuperare il cadavere.

In totale controtendenza, invece, va un’altra testimonianza autorevo­le: quella dell’attrice Piera Degli Esposti. Sentita anche dai magistra­ti nel 2013, dopo aver rilasciato un’intervista alla giornalista Claudia Marchionni, l’attrice ha detto di essersi trovata quella mattina a via Ca­etani, per ritirare una scrittura all’Istituto di dramma antico. Il portone era chiuso e lei è rimasta appoggiata a una Renault4 rossa tra le 11,30 circa e le 13,30, senza aver notato nulla di particolare. A ora di pranzo, si era spostata invece in un bar di largo Argentina, dove aveva saputo del ritrovamento del corpo di Moro proprio dentro quell’auto a cui si era appoggiata. L’attrice si dice certa del fatto che nessuno in quelle ore si sia avvicinato alla R4.”

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