01/10/2026. “L’Afghanistan si colloca costantemente tra i Paesi peggiori al mondo per la libertà di stampa – scrive Giorgia Pietropaoli in Afghanistan, dove tutto cambia per non cambiare mai. Nel 2025, Reporters sans frontieres (Rsf) lo ha posto al 175° posto su 180 Stati esaminati. Il quadro dipinto da Amnesty International è desolante: i Talebani reprimono ferocemente la libertà di espressione con intimidazioni di ogni genere, arresti, torture e chiusura di media, e la voce dei giornalisti afghani è ogni giorno più compromessa da restrizioni governative, violenze, censura e difficoltà economiche, con un panorama mediatico decimato e un clima di paura per coloro che cercano di informare il pubblico. Un numero significativo di media ha chiuso a causa delle restrizioni imposte dai Talebani e della crisi economica sempre più grave: si stima che circa il 43 per cento dei media sia scomparso nei primi tre mesi del loro governo. Delle circa settecento emittenti attive prima del ritorno dei Talebani, solo quattrocento circa sono operative oggi e soltanto nel 2025 almeno dodici media sono stati costretti a chiudere a causa di nuovi divieti.
Nell’agosto del 2021, dopo una breve parentesi di libertà, l’Afghanistan è tornato nuovamente sotto il controllo pressante e oppressivo dei Talebani. In Afghanistan, dove tutto cambia per non cambiare mai Giorgia Pietropaoli si interroga su come si viva ora in Afghanistan, quali diritti sono stati negati alla popolazione e quanto è profonda la crisi economica e sociale che attraversa il Paese.
Segnaliamo la presentazione del libro che si terrà martedì 6 ottobre a Roma, presso la biblioteca Enzo Tortora, via Nicola Zabaglia 27/B, ore 17,30. Dialogano con l’autrice Zahra Toufigh, giurista, attivista per i diritti umani e Mohammad Idrees Jamali, Vice presidente della Associazione Nazionale della Comunità Afghana in Italia.

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