07/06/2024. “Il 2023 ha segnato la fine dell’influenza francese nell’Africa subsahariana che qualche analista paragona a un più generale “tramonto dell’Occidente” – scrive il giornalista Rai Enzo Nucci nel libro dal titolo Africa contesa La risposta del continente all’assalto delle superpotenze. Anche dopo la stagione dell’indipendenza, Parigi ha conservato per più di sessant’anni nelle ex colonie salde radici alimentate da un flusso ininterrotto di rapporti politici, diplomatici, culturali consolidati da interessi economici e da una politica monetaria favorevole alla madrepatria, legami irrobustiti dalla presenza in loco di una forte comunità imprenditoriale e di un’attiva assistenza militare.
Un sistema di influenza globale (la Francafrique) che le ha garantito supremazia anche nel campo energetico, grazie all’estrazione di uranio in Niger e di petrolio in Gabon e Congo Brazzaville. L’impegno in prima linea nella lotta al jihadismo è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già fallato da politiche inadeguate e corrose dal trascorrere del tempo. L’Operazione Serval in Mali nel 2013 e poi la più impegnativa Operazione Barkhane nel Sahel promossa l’anno successivo hanno fatto registrare risultati inferiori alle aspettative ma con alti costi economici e di perdite di vite umane tra le fila dei soldati. A fronte del più alto numero di combattenti mai dispiegato in precedenza nello scenario africano, la Francia ha vissuto il suo Vietnam subendo l’onta di assistere inerme all’espulsione dei suoi ambasciatori e alla messa alla porta dei suoi militari.”
Un estratto da un volume attualissimo, curato e allo stesso tempo agile, che l’autore presenta a Milano domani nell’ambito del Festival 100 Afriche, CIQ via Fabio Massimo 19, ore 16,00.

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