14/03/2022. “Quando ho lasciato casa mia era luglio perché il mio compleanno cade in quel mese e sono partito dopo quella data. Un cugino mi ha detto: “Andiamo per di là”. E io gli ho risposto: “Beh, perché no?”. Avevo fame. Sull’avenida Brasil, facendo il giocoliere, ho imparato a guadagnare qualche centesimo. Mio cugino mi diceva: “Guarda, non importa se non riesci a tenere le palline in aria. L’importante è che le lanci un paio di volte, sorridi e poi fai due capriole, hai capito? Fallo fin quando il semaforo diventa verde”. Appena il semaforo è diventato rosso, le auto si sono fermate e sono corso in mezzo alla strada con le palline in mano. Mi sono messo davanti a loro concentrandomi per fare la piroetta ma sono stato distratto da un’auto dentro cui c’era un ragazzo vestito in divisa scolastica. Mi fissava senza dire o fare niente, mi guardava in silenzio con i suoi grandi occhi. In quel momento ho perso la concentrazione e il controllo di una delle palline che è finita sotto le auto. Il semaforo è diventato verde, le auto sono ripartite e io sono rimasto fermo ad aspettare che passassero per recuperare la pallina”.
Il brano sopra riportato è tratto dal libro Aquí estamos. Adolescenti boliviani in conflitto con la legge, firmato da Saúl Montaño e curato da Dimitris Argiropoulos, uno sguardo intenso e dall’interno sul mondo e sulle storie di dodici adolescenti boliviani presi in carico dal tribunale dei minori e dai servizi del sistema penale minorile di Santa Cruz de la Sierra. Ragazzi e ragazze si raccontano durante il periodo di privazione di libertà nelle comunità e nelle carceri minorili della città dell’Oriente boliviano e, facendolo, disvelano un intero Paese, i suoi limiti, le sue contraddizioni. Il reato, l’abbandono, la colpa, la pena, il futuro, il rimpianto, la speranza, accompagnano le loro vicende e il lavoro fatto per provare a renderli dei cittadini nuovi.
Con il patrocinio di ISCOS Emilia-Romagna e Fondazione San Zeno di Verona.

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