“Black Sisters”, incontro a Torino il 12/9

08/09/2025. “Solo due Paesi africani non furono mai colonizzati. Uno è la Liberia, fondata nel 1847 come insediamento di ex schiavi liberati e provenienti dagli Stati Uniti. L’altro è l’Etiopia, che rimase sempre libera a parte il tentativo italiano che si risolse nella sconfitta di Adua (1896) e i cinque

anni di occupazione in epoca fascista (1936-1941). Fu l’imperatrice etiope Taytu Betul (1880-1910), terza moglie dell’imperatore Menelik II, a giocare un ruolo significativo nella battaglia di Adua: ricerche, interviste e svariati resoconti hanno raccontato il ruolo che le donne etiopi e l’imperatrice stessa rivestirono in quel periodo. (…) Nella battaglia di Adua furono migliaia le donne impegnate sul campo di battaglia con l’imperatrice a capo di un contingente militare al fianco del marito. Di lei si racconta anche che fu un’astuta e abile negoziatrice sia nel sanare conflitti interni sia in riferimento a minacce esterne o partecipando ai tavoli delle trattative post-conflitto. Fu lei ad opporsi all’inviato italiano, il conte Pietro Antonelli, e a contestare quell’articolo 17 del Trattato di Uccialli che, di fatto, intendeva imporre il protettorato dell’Italia

sull’Etiopia”.

Nel racconto degli eventi della storia africana – quella del passato così come quella contemporanea – si tende a dimenticare la figura femminile. Eppure le donne hanno avuto e rivestono tutt’oggi un ruolo importante in fasi e momenti fondamentali del percorso storico del continente. La lotta contro il colonialismo le ha viste protagoniste attive e con originali forme di protesta; le guerre per le indipendenze le hanno viste combattere e gettare le fondamenta di una nuova consapevolezza femminile. Ma ci sono anche conflitti, come quelli degli ultimi decenni, che le hanno piegate (ma non vinte), violentate, private dei diritti fondamentali. Antonella Sinopoli in Black Sisters. Le donne e la guerra nell’Africa subsahariana, da cui abbiamo tratto il brano iniziale, vuole dare visibilità a tutte le donne africane, sia a quelle dimenticate nei campi profughi o costrette a subire continui abusi di potere, sia alle eroine silenziate, escluse da una narrazione sempre al maschile, nonostante abbiano dato un immenso contributo alla Storia.

L’autrice partecipa al Festival delle Migrazioni che si tiene a Torino il prossimo 12 settembre presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, via Modane 16, ore 19,00. Intervengono Antonella Sinopoli e Colette Meffire, modera Gian Mario Gillio. Per informazioni e prenotazioni fate clic qui.

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