02/07/2025. “Un sintomo che qualcosa non stava andando come doveva, tuttavia era stato colto. I cronisti evidenziarono come Ferrini, per il quale loro si erano spesi perorandone la causa dell’annullamento della squalifica inflittagli dal giudice sportivo, li fece rimpiangere di averlo fatto. Dopo pochi minuti di gioco avevano già il rimorso di aver contribuito alla revoca della squalifica. Meglio che non ci fosse stato, soprattutto per il Torino. Il capitano dei granata doveva marcare Sivori, ma lo fece così male da meritarsi un severo giudizio da parte dei cronisti, i quali non si fecero scrupoli nel rilevare «tanta evidente inferiorità tecnico-tattica che il grande Omar lo ha presto ridotto a un trastullo. Guaio si è che Giorgio Ferrini, sprovveduto e nervosissimo, si è illuso di restare a galla sulla zattera della provocazione e del gioco scorretto». Furono infatti contati dieci suoi interventi a gamba tesa. Tirò calci a Nené e a Castano, sia pure in risposta ad altrettante pedate ricevute. Si fece cogliere nell’atto di colpire da tergo Sivori che, da fuoriclasse luciferino quale era, lo attendeva palla al piede per irriderlo, quasi come fosse un torero”.
Il brano sopra riportato è tratto dal libro di Ico Ferrero dal titolo Botte da derby. Quello Juventus-Torino 3-1 del 27 ottobre ‘63 finito in rissa dedicato al famosissimo derby della Mole che si tenne il 27 ottobre del 1967 e terminò con una rissa colossale.
Un libro che analizzando i filmati d’epoca e le testimonianze di calciatori e giornalisti, ristabilisce la verità su Sivori, su Ferrini e tanto altro ancora. Per la cronaca, il risultato finale fu 3 a 1 per la Juventus.

Lascia un commento