“Check-point Kyiv”, un estratto

11/04/2024. “A inizio aprile 2022, via della Stazione, Vokzalna ulica, appariva come la strada degli orrori – testimonia il giornalista Pierfrancesco Curzi nel libro Check-point Kyiv. L’invasione dell’Ucraina raccontata dal campo. Un tratto della lunga arteria che collega Bucha a Irpin era stato sfigurato dalla battaglia. Ricordo le devastazioni, i cari armati bruciati, l’asfalto divorato e soprattutto i corpi di soldati e civili innocenti a terra. Nei giorni successivi, assieme all’amico Denis, incontrato più volte durante il mio cammino, avevo ripercorso quel pezzo di Vokzalna notando come non ci fosse un solo centimetro di quella strada che non portasse addosso i segni del male: “Vedi, quella era la casa di mia nonna. Ora non esiste più”, mi aveva raccontato con gli occhi gonfi di lacrime. La stessa sorte era capitata a tutte le abitazioni di quella via. Undici mesi dopo, Vokzalna non sembrava la stessa. Le tonnellate di macerie erano state rimosse, le vecchie e malandate casette a un piano spazzate via e ricostruite con criteri moderni, tecnologia domotica e nuovi materiali. Via le coperture in eternit e gli impianti in amianto, i vecchi infissi e le pareti in muratura, sostituiti da legno, ferro e vetro. I tetti a spiovente, coperti da lastre di metallo ultraleggere e ultraresistenti. Senza parole. Non c’era una sola casa senza una ditta edile al lavoro con tanto di cantiere dedicato. Davvero impressionante. L’orizzonte era cambiato, al punto da rendere difficile anche solo immaginare un passato doloroso”.

Il conflitto in Ucraina dura da più di due anni, con un carico di morte, distruzione e devastazione inimmaginabile. Per avere un quadro definito di quanto sta accadendo in Ucraina, la terra dei confini violati, dei mercati devastati, dei bambini scomparsi, è necessario sporcarsi le mani sul posto. In questo libro Curzi racconta le sue esperienze personali di reporter di guerra dall’inizio delle ostilità attraverso le tappe vissute in prima persona nel Paese, i volti incrociati, le voci ascoltate, le riflessioni di un giornalista dal basso dentro le pieghe di un dramma epocale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *