“Cinema, femminile plurale. Le donne che hanno fatto la storia della settima arte”, presentazione a Parma 15/1

12/01/2026. “La teoria del cinema femminista non si è occupata solo del cinema hollywoodiano, o talvolta europeo, ma si è interessata anche alla questione del cinema femminista – scrive Siria Frate nel volume dal titolo Cinema, femminile plurale. Le donne che hanno fatto la storia della settima arte. Sulla scia delle rivoluzioni che hanno macchiato gli anni Sessanta, le femministe hanno invocato un cinema controcorrente radicato nella pratica cinematografica d’avanguardia. L’idea era quella di decostruire dei codici e delle convenzioni visive, nonché narrative, che potessero consentire un’esplorazione della soggettività, dello sguardo e del desiderio femminili. Molti film di registe donne sono stati prodotti in modalità sperimentale, attirando una notevole attenzione da parte di diverse teoriche cinematografiche femministe. Nel tempo, queste registe hanno iniziato a sviluppare film femminili nell’ambito del cinema popolare, cercando sempre di creare nuove forme di piacere visivo e narrativo. Lo stesso sviluppo è avvenuto per il Queer Cinema, il cinema gay e lesbico al quale sono stati dedicati film più realistici e romantici. Lontano dalle nozioni di “oppressione” e “liberazione” della precedente critica gay, la queerness è stata associata alla giocosa autodefinizione dell’omosessualità in termini non essenzialistici. Più auto-affermative, le letture queer sono completamente intrise di ironia, parodia di genere trasgressiva e soggettività decostruite.”

Cinema, femminile plurale esplora il rapporto tra le donne e l’industria cinematografica, investigando i dibattiti contemporanei sulla parità di genere nella settima arte, studiando i budget, i riconoscimenti e la (scarsa) presenza delle donne nei ruoli chiave del settore. La cinepresa diventa l’oggetto attorno al quale si discute del contributo al femminile in un panorama ancora oggi poco affermato, con una disamina approfondita dell’influenza di registe del calibro di Ida Lupino e Chantal Akerman, del silenzioso sguardo delle spettatrici illustrato secondo le teorie psicoanalitiche più ricercate e dell’impatto della critica cinematografica femminista promossa da professioniste come Laura Mulvey, Claire Johnston e Dorothy Arzner.

Ne parliamo giovedì 15 gennaio a PARMA, presso l’Oratorio Novo c/o Ospedale Vecchio-Biblioteca Civica, vicolo Santa Maria 5, ore 17,00. Dialoga con l’autrice Marianna Sarati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *