25/11/2025. “L’estetica liminale è uno specchio scomodo, deformante, obnubilante, che ci nega il nostro riflesso, ibernando il tempo, ammassandoci di fronte alla verità di un problema generale. Quel problema è la cosa che non va, e siamo noi, privati di un posizionamento effettivo, nell’eterna lotta per la competizione. Per questo motivo il cinema liminale può e deve sempre essere letto alla luce di una chiave politica.”
Questo brano, tratto dal saggio di Bruno Surace dal titolo Cinema liminale. Etiche ed estetiche mediali di un tempo sospeso fotografa in poche righe lo straniamento dell’uomo contemporaneo.
Bruno Surace, in un volume che scorre in una carrellata di film, ci accompagna verso una riscoperta estetica ed etica del nostro tempo, con il coraggio di non scendere a patti con alcun cliché, calandoci nell’abisso dei nervi più scoperti dell’oggi, che gli spazi liminali – espressione enigmatica nata su Internet e divenuta un’ossessione culturale – intercettano e coagulano, e di proporre una via per ripensare noi stessi, partendo dal disperato presupposto di mettere in gioco le nostre più profonde incertezze.
Cinema liminale. Etiche ed estetiche mediali di un tempo sospeso sarà presentato a Torino, in una rassegna in collaborazione con il cinema Massimo (via Giuseppe Verdi 18), secondo questo calendario: martedì 2 dicembre, proiezione di L’Extraordinaire Voyage de Marona, con introduzione di Bruno Surace e Alessandra Richetto. Martedì 9 dicembre, proiezione di Skinamarink, con introduzione di Bruno Surace e Stefano Ressico.
Martedì 15 dicembre, Proiezione di Club Zero, con introduzione di Bruno Surace e Silvio Alovisio. Tutti gli incontri avranno inizio alle 18,00.

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