come un pesce rosso
“Come un pesce rosso”, di Michelangelo Bartolo
On Maggio 3, 2021 | 0 Comments

03/05/2021. “La stanza a me destinata ha quattro posti; accanto a me, un ragazzo del Bangladesh. Ha la maschera NIV1 che è praticamente l’ultima spiaggia prima dell’intubazione ma lui, per fortuna, non lo sa. Ovviamente non può parlare e a giudicare dalla maschera quasi appannata deve vederci anche pochino. Istintivamente, anche se da paziente non dovrei farlo, do un’occhiata al display del ventilatore. Non va per niente bene. Mi rendo conto che, anche se è stata un’azione automatica, spontanea, non dovrei andare a sbirciare i monitors degli altri pazienti suscitando, tra l’altro, preoccupazione nell’infermiera che mi accompagnava.
“Attenzione al nuovo malato – avrà detto alle sue colleghe, raccontando loro l’accaduto –, non dev’essere un tipo normale”.
Ora sono un paziente, non più un medico, e devo fare soltanto il malato. Ma scindere le due personalità, fortunatamente o malauguratamente, è impossibile.
Mi impossesso del mio letto, il numero 25, e provo, coccolato dall’ossigeno che avvolge bocca a narici, a prender sonno”.

Michelangelo Bartolo è un medico e nel libro dal titolo Come un pesce rosso da cui abbiamo tratto questo brano, racconta del proprio ricovero ospedaliero per essere curato dal Covid lo scorso autunno. Bartolo – caratterizzato da una narrazione a tratti ironica e umoristica pur rimanendo allo stesso tempo scientificamente solido – in Come un pesce rosso fa luce sulle tante contraddizioni di questi tempi di pandemia, smonta tante fake news che hanno invaso la rete e suggerisce molte indicazioni concrete: come organizzare la casa se c’è un familiare con il Covid-19, cosa è bene fare e cosa è meglio evitare, quali accortezze mantenere.

Il domani che tutti aspettiamo, il post-Covid, non dev’essere semplicemente il tornare come prima, ma un impegno a diventare migliori, scardinando alcuni vecchi modelli che hanno mostrato tutta loro inadeguatezza. In sanità come nella vita di tutti i giorni.

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