27/05/2020.L’anno 2020 verrà ricordato come l’anno della sperimentazione della didattica a distanza, organizzata tra video-lezioni e piattaforme innovative. La sperimentazione di questi nuovi metodi di didattica non deve però prescindere dal fondamentale rapporto umano che si crea tra i ragazzi e i loro professori, unico e speciale, soprattutto quando si incontrano anime simili.
“Ricordo le nostre interminabili lezioni sui Promessi Sposi, che interrompevo, ogni tanto, dopo aver guardato gli occhi supplichevoli di Luca. Lui diceva che la scuola in ospedale era “strepitosa”, che noi prof rendevamo una “lezione a letto” piacevole e curiosa, che lui ci considerava “quasi amici” perché rompevamo “quella barriera che c’è tra studente e professore tipica della vita scolastica”. D’altronde, la vita di uno studente in ospedale è diversa dalla solita, e Luca questo lo sapeva bene, benché volesse sentirsi “normale”, uguale ai suoi compagni di classe. La scuola in ospedale per lui era stata una grande risorsa per guarire perché gli aveva “anche fornito speranza a livello psicologico. Il rapporto che si è instaurato con i professori non lo scorderò mai – diceva –, soprattutto perché l’umore e la sfera psicologica sono importanti quasi quanto i protocolli terapeutici”.
Il brano sopra riportato è tratto dal libro dal titolo Storie di incredibile felicità scritto a quattro mani da Daniela Di Fiore, insegnante speciale, senza cattedra in quanto i suoi alunni sono i ragazzi e le ragazze ricoverati all’ospedale Agostino Gemelli di Roma, spesso nel reparto di oncologia, e dalla penna sensibile di Gabriele Manzo, giornalista di RTL 102.5.
I proventi dei diritti d’autore di questo libro sono devoluti ad AGOP onlus

Lascia un commento