04/04/2024. “Mariano a sentir quella parola diventa tutto rosso e s’infervora: «Ma che dici? Come ti permetti? Arriva fresco fresco, lo sbarbatello, a farti la morale! I senzatetto sono uomini come gli altri, ne trovi di buoni e di cattivi; dove ci sono più uomini è più alta la possibilità di trovarvi in mezzo un farabutto».
«Calma, calma, non volevo offenderti, era una battuta per sdrammatizzare…».
«Sdrammatizzare… aspetta qualche giorno, poi ti voglio vedere come sdrammatizzi! Per sopravvivere devi riscoprire l’uomo primitivo che è in ognuno di noi. Il tuo peggior nemico sarà il freddo, il tuo primo pensiero sarà mangiare, la tua prima necessità sarà accettare la nuova realtà, la tua sola ricchezza la libertà, la tua più alta aspirazione la dignità. Non elemosinare mai, ma scambia il cibo e soldi con quel che hai. C’è chi dona una canzone, chi una melodia, chi un gioco da circense, chi un vetro pulito e chi le proprie storie, come faccio io»”.
Una potente lezione di vita ci arriva dalla lettura di questo brano, tratto dal romanzo di Maurizio Milazzo dal titolo Il conte di ponte Sisto, che narra delle doppiezze e dei tradimenti di cui sono vittime il giovane programmatore precario Fabio e l’anziano senza fissa dimora ed ex legionario Mariano, detto “il conte”. Entrambi cercano riscatto e verità in una Roma contemporanea fatta di ingiustizia e oscure trame, dove angeli della notte come Alis sono costretti a prostituirsi per sopravvivere. Del conte rimane oggi forse una targa commemorativa affissa a un pilone del ponte sotto cui risiedeva. Ma di lui e di Fabio è bene leggere la vicenda, per comprendere. Perché, come spiegava Alexandre Dumas, la cui opera più nota, Il conte di Montecristo, riecheggia in questo libro fin dal titolo, la storia si ripete e si ripeterà. L’autore presenta il libro, con Giorgia Palermo e Angela Daresta, domani a BERZO INFERIORE (BS), presso la Sala Civica, via Umberto I°, ore 20,30

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