Egitto, la repressione di al-Sisi

15/07/2019. Il 3 luglio, a sei anni esatti dalla deposizione dell’ex presidente Mohamed Morsi, recentemente deceduto, Amnesty International ha pubblicato un’analisi della situazione dei diritti umani dal 2013 a oggi, che verrà sottoposta al Consiglio Onu dei diritti umani in vista dell’Esame periodico universale cui l’Egitto sarà sottoposto a novembre.

Da quando il presidente al-Sisi ha preso il potere, la situazione dei diritti umani nel Paese delle piramidi è drasticamente peggiorata: secondo i dati riportati nel 2018 sono state approvate leggi che hanno esteso ulteriormente i poteri di censura sulla stampa cartacea e online e sulle emittenti radio-televisive. Secondo l’Associazione per la libertà di pensiero e di espressione, dal maggio 2017 le autorità egiziane hanno bloccato almeno 513 siti web, tra cui portali informativi e di organizzazioni per i diritti umani.

La legge del 2017 sulle Ong consente alle autorità di negare il riconoscimento di queste ultime, di limitarne attività e finanziamenti e di indagare il loro personale per reati definiti in modo del tutto vago. Nel dicembre 2018 sono stati annunciati emendamenti alla legge ma non è chiaro se questi avranno a che fare con questioni legate ai diritti umani.

Le autorità hanno anche approvato leggi che rafforzano le limitazioni ai sindacati indipendenti e l’impunità per le alte cariche delle forze armate per reati commessi dal 2013 al 2016, un periodo nel quale centinaia di manifestanti sono stati vittime di uccisioni illegali da parte delle forze di sicurezza.

“Il report di Amnesty – commenta la giornalista Azzurra Meringolo Scarfoglio, autrice di Fuga dall’Egitto inchiesta-reportage sulla nuova diaspora egiziana – è una lettura dolorosa per tutti quelli che hanno a cuore l’Egitto e gli egiziani rimasti a vivere lungo il Nilo perché parte da una constatazione difficile da digerire per chi conosce il contesto. Ovvero che oggi, 2019, la situazione dei diritti umani in Egitto si è gravemente deteriorata rispetto a quella già carente del 2014, l’anno successivo al terribile 2013.”

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