“eSwatini, il sottosopra del mondo”, in libreria dal 28/8

25/08/2026. Nel regno di eSwatini, già Swaziland, l’assenza è l’unica regola. Passano i giorni senza che una goccia d’acqua esca dai rubinetti; le notti sono inghiottite da un buio totale perché l’energia elettrica è un ricordo lontano o un lusso intermittente. Le tasche sono vuote, le dispense spesso deserte. È, questa, la “normalità” di un Paese in cui l’emergenza è quasi la linfa di una quotidianità che spinge la popolazione a capolavori di resistenza raccontata da Vittorio Aimati nel volume dal titolo eSwatini, il sottosopra del mondo, in libreria dal 28/8.

In una delle ultime monarchie assolute del mondo, il contrasto tra i pochi che vivono nel lusso e la grande maggioranza della popolazione che trova riparo nelle capanne di fango e legno è stridente e la vera scommessa non è accumulare oggetti, ma conservare l’umanità sotto il peso della malattia – l’ombra dell’Aids che tutto avvolge – e della miseria.

L’autore ci accompagna in un viaggio in un mondo sottosopra il cui scopo ultimo è scardinare i pregiudizi. La gente di eSwatini non vuole pietà, ma merita ammirazione. Perché la “normalità del disagio” è forse una lezione di vita superiore, un invito a smettere di guardare il mondo con gli occhi di chi deve consumare e iniziare a farlo come chi sa ancora ringraziare per il solo fatto di avere la possibilità di esserci.

“È uno strano, piccolo, grande libro, questo”. (Giorgio Colangeli)

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