01/08/2023. “Sul web si trovano foto di cronaca non solo prodotte da agenzie o testate giornalistiche, ma anche scattate da astanti, fotografi per l’occasione. Pensiamo – scrive Domiziano Lisignoli nel suo nuovo libro dal titolo Negli occhi di chi guarda. L’equilibrio di senso nella fotografia, tra testo e contesto – alla coda dei curiosi che si forma quando, in autostrada, si trova un incidente che coinvolge solo la corsia opposta alla nostra: pur non avendo ostacoli, il flusso in cui siamo inseriti rallenta, perché è diventato “normale” ridurre la velocità per poter vedere cosa sia successo oltre la barriera. Il curioso che rallenta, armato di cellulare, si è trasformato in un curioso che fotografa. Dal fotografare l’incidente in autostrada, al voler documentare ogni fatto di cronaca, il passo è breve: per i non addetti ai lavori, la nera è sempre un soggetto fotograficamente appetibile, anche perché la foto diventa il testimone indiscutibile di quel “io c’ero” diventando un innesco per diverse narrazioni con amici e conoscenti, sostenute proprio dalla funzione indicale della fotografia, dal collegamento con il suo referente. Sulla scia delle foto viste sui giornali, anche quelle scattate dagli astanti vogliono essere urlate, ovvero vogliono mostrare i dettagli più scabrosi, i particolari che nulla aggiungono al racconto già drammatico dell’accaduto, ma si limitano a confermare l’inutile, appagando la curiosità morbosa, con una distanza sempre maggiore da un approccio etico alla comunicazione visiva”.
Una riflessione profonda sul confine tra etica e cronaca, in un mondo dove l’esserci – e poterlo testimoniare con uno scatto del proprio smartphone – è diventato il primo e unico imperativo.

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