13/08/2023. “Ai tempi di mio nonno, era ancora uno di quei tipici paesi affacciati sul Mediterraneo, un paese di muri di pietra e di vicoli ciechi, abitato da anziane accigliate e linguacciute che, raggomitolate nei loro scialli neri, sedevano in grembo alle porte delle loro case. Gli uomini, invece, aspri e avvinazzati, ancora snervavano con pesi spropositati bestie da soma non meno senili, e avevano negli occhi una lontananza che lasciava intuire la condizione stagnante del paese. Inalterabile, tramandata di padre in figlio: generazioni prematuramente stanche e stancate, etiliste e utopiste. Generazioni che attecchiscono nella piazza, dove gli anziani, fin dalle prime ore del mattino, discutono animatamente o si fanno compagnia senza aprire bocca, oziando negli angoli, accarezzati dal sole in inverno, all’ombra in estate. Al tramonto, a conclusione della giornata di lavoro, quand’anche i perdigiorno, e non solo gli anziani, rincasano, la piazza brulica di uomini spossati che, con un bicchiere in mano e una bestemmia acerba nella pancia o matura sulla punta della lingua, ingannano la fatica accumulata. Terminata la giornata, sono ora ventenni, trentenni e ubriaconi senz’età a convogliare nella piazza portandoci abitudini goderecce: languori amorosi, malintesi, speranze”.
Il brano che avete letto è tratto dal romanzo di formazione di Antonio Roma dal titolo Festa del Perdono, e ci accompagna nelle atmosfere tipicamente mediterranee di un piccolo borgo del sud Italia, dove la vita scorre identica da generazioni, nonostante i giovani covino sotto sotto un desiderio di rivalsa che molto spesso li porta a trasferirsi al nord. Per conoscere meglio il libro, le sue atmosfere e l’autore segnaliamo l’appuntamento fissato per domani a MONTEGIORDANO (CS), presso Villetta, via Cavour, ore 19,00. Dialoga con l’autore Leonardo Formichella.

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