27/05/2025. “Erano le tre del pomeriggio e Libero afferrò la ramazza con cui avrebbe pulito tutti i bagni della loro ala. Prima aveva dovuto spazzare la cella insieme a Daniele, oltre alle scale. Il loro era un lavoro molto ambìto. Senza un’attività, negata ai prigionieri considerati più facinorosi, si perdeva lentamente la ragione. Libero lavava la latrina incrostata di merda con una furia meticolosa. Nei momenti più bui ripeteva a bassa voce i nomi delle persone che amava. O cercava gli occhi buoni di Daniele, rivolgendogli uno sguardo affettuoso. Non avrebbe ceduto all’inferno”.
Il brano sopra riportato è tratto da Giuditta. Il ghetto di Roma, la dittatura fascista, la Resistenza, nuovo romanzo di Martina Galletta ambientato a Roma tra la fine della Grande guerra e la seconda guerra mondiale. Durante quegli anni pieni di storia si svolge la vicenda di una giovane ebrea, Giuditta, e di un operaio comunista, Libero. Una forte passione per la politica lega i due protagonisti in un rapporto intenso e unico che saprà superare gli ostacoli della vita e di quei tempi duri.
In Giuditta l’autrice dedica un appassionato e approfondito tributo a Roma e alla Resistenza, alle vittime delle leggi razziali e alle decine di migliaia di donne e uomini che hanno dato la loro vita per la nostra libertà. Il racconto di un passato che ormai è quasi presente, un disperato e lucido appello alla Memoria e all’umanità.
Segnaliamo la presentazione giovedì 29 maggio a MILANO, presso la libreria Mondadori Bookstore, corso di Porta Romana 78-80, ore 18,00. Dialoga con l’autrice Natalya Chesnova.

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