“Gobetti e Matteotti tra sintonie e premonizione”, di Ugo Mancini

05/06/2026. “Gobetti e Matteotti individuavano nel fascismo un problema di ordine culturale e storico, oltre che politico, e consideravano la serietà e la responsabilità virtù che avrebbero reso meno accattivante il dannunzianesimo e più improbabili i facili accomodamenti o i compromessi di tipo ministeriale. L’uno e l’altro, pur seguendo percorsi intellettuali e umani diversi, colsero sin dal principio che la violenza non era solo strumento transitorio o momentaneo del fascismo. Benedetto Croce ebbe bisogno proprio dell’assassinio di Matteotti per prenderne atto. Gobetti e il leader socialista l’avevano subito individuata come espressione e rivelazione della più intima essenza del fascismo, come avevano compreso che Mussolini non vi avrebbe mai rinunciato”.

Lo storico Ugo Mancini nel volume dal titolo Gobetti e Matteotti tra sintonie e premonizione, da cui abbiamo tratto questo brano, mostra quanto due figure apparentemente diverse, l’intellettuale Gobetti e il politico Matteotti, siano state in grado di individuare, analizzare e denunciare, conoscendone i rischi, i pericoli del regime fascista.

Gobetti e Matteotti tra sintonie e premonizione ècorredato dallo scritto Matteotti e noi, di Piero Gobetti e dal saggio Matteotti, firmato da Pietro Polito. Il Centro Studi Piero Gobetti e la Fondazione Matteotti hanno concesso il patrocinio al libro, per il suo alto valore culturale.

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