18/05/2026. A cento anni dalla morte, la reazione di Gobetti all’assassinio di Matteotti concorre a dare spessore al giovane intellettuale torinese, oltre che a sottolineare alcuni tratti della dimensione umana e politica del leader socialista. Lo storico Ugo Mancini nel volume dal titolo Gobetti e Matteotti tra sintonie e premonizione, in libreria dal 22 maggio e con i preziosi patrocini del Centro Studi Piero Gobetti e della Fondazione Matteotti, ci mostra, attraverso le parole e gli scritti di Gobetti, quanto questi trovasse in Matteotti le ragioni e la natura del suo intransigente antifascismo. Gobetti sottolineava la serietà, lo scrupolo documentale, la disinteressata difesa degli ultimi portati avanti da Matteotti. Al tempo stesso l’intellettuale torinese definiva una linea che da Salvemini conduceva verso Matteotti, quindi verso Amendola e che avrebbe coinvolto lui stesso. Si trattava di una linea di dignità e di forza morale che spostava lo scontro dal terreno della forza verso quello dei valori, che contrapponeva a una dittatura costruita su stati d’animo e contingenze una disinteressata ed eroica coerenza, nel quadro di un cammino di civiltà.
L’assassinio di Matteotti fu vissuto da Gobetti con la premonizione di ciò che gli avrebbe potuto riservare il futuro e fu la spinta che lo orientò a rafforzare la sua idea che “vivere e parlare” fossero un dovere, “finché riusciremo”.
Segnaliamo l’incontro con l’autore che si terrà lunedì 25 maggio a ROMA, presso la libreria Mondadori, piazza Cola di Rienzo 81, ore 18,00. Presentano il libro con l’autore, Ugo Mancini, Alberto Aghemo e Alessandro Portelli.

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