12/12/2024. Il 2025 che si avvicina vedrà come capitali europee della cultura Gorizia e Nova Gorica, città nata nel 1947 con il Trattato di Parigi, che assegnò alla Jugoslavia una parte nord-orientale del territorio della provincia di Gorizia, includendo alcuni edifici e infrastrutture importanti, tra cui una parte della ferrovia e la stazione Transalpina.
“Da allora fino al 1° maggio 2004, quando la Slovenia aderì all’Unione Europea, e al 22 dicembre 2007, quando la Slovenia entrò nello spazio Schengen, è esistito un muro di calcestruzzo e reticolato d’acciaio, che separava le due nazioni – racconta in Senza lasciapassare. Trent’anni lungo i confini orientali Diana Bošnjak Monai. Da quella data la piazza della Transalpina e diventata un simbolo di cooperazione e di pace”.
Il ventunesimo secolo ha visto superare le fratture generate nel ventesimo da guerre sia combattute che fredde lungo il cosiddetto confine orientale, un luogo dove per decenni le condizioni di vita sono state tra le più complicate d’Europa. E così ecco Gorizia e Nova Gorica proclamate Capitale europea della cultura a simboleggiare un nuovo muro che cade.
Senza lasciapassare. Trent’anni lungo i confini orientali, scritto da chi ha subìto come profuga le guerre balcaniche degli anni Novanta, vuole fare luce sulla gente che vive lungo quel confine simbolico e mobile, perché più volte spostato nel corso dello svolgersi della storia umana. Una frontiera il cui significato cambia a seconda di dove si diano le spalle. Perché spostandosi al di là di questa linea immaginaria e politica, come d’incanto il confine orientale diventa occidentale. Cambiano i punti di vista. Cambiano le pretese. Cambiano le opinioni. Cambia, all’improvviso, la Storia.

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