26/11/2020. “L’ex fabbrica precipita nell’isolamento, nel vuoto e nel silenzio. Un edificio nel quale avevano lavorato e vissuto migliaia di persone, con i grandi reattori della produzione, con le officine da cui uscivano tavoli in legno, vetri soffiati, pezzi di motori, con i laboratori dotati di ogni tipo di strumentazione, con gli uffici dalle grandi macchine meccanografiche, con i magazzini dai lunghissimi paranchi dove era stipata la merce in uscita, ora è un luogo desolato, senza gli antichi fracassi e gli sconcertanti odori, ma anche senza gli esseri umani che la facevano vivere”.
Con queste parole molto suggestive Andrea Turchi ricorda il declino della fabbrica Leo Penicillina, sorta agli inizi degli anni Cinquanta a Roma, lungo la via Tiburtina. Andrea Turchi ha raccontato le vicende della Leo, dagli splendori alla decadenza fino ad arrivare all’abbandono in Hotel Penicillina. Storia di una grande fabbrica diventata rifugio per invisibili, scritto insieme ad Anna Ditta e a Marco Passaro.

Lascia un commento