15/04/2019. “Il 70° anniversario della Dichiarazione universale ci offre un’occasione per riflettere su quella che fu una straordinaria conquista per tutte le donne e tutti gli uomini coinvolti nella sua
stesura. Ci volle tutta la forza di persuasione di una donna, Hansa Mehta, per ottenere la riformulazione dell’art. 1 della Dichiarazione da “Tutti gli uomini nascono liberi ed eguali” a “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali”. E Hansa Mehta aveva ben motivo di temere che le donne rimanessero escluse dal sistema di protezione dei diritti umani. Oggi, 70 anni dopo, stiamo ancora lottando affinché i diritti delle donne siano riconosciuti come diritti umani. Una delle iniziative più urgenti che i governi devono intraprendere per affrontare la situazione è impegnarsi concretamente nell’applicare la carta internazionale dei diritti delle donne, cioè la Convenzione
sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne, e garantire, attraverso la sua implementazione sul piano legislativo nazionale, che le donne siano libere dalla discriminazione e dalla violenza.”
Con questo breve testo, Kumi Naidoo, Segretario generale di Amnesty International, nel volume “La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019” commenta in maniera breve ma efficace la situazione dei diritti delle donne 70 anni dopo la firma della Dichiarazione universale. Il volume “La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019” è un riferimento indispensabile per attivisti, ricercatori, avvocati, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e per tutte le persone che credono che il cambiamento sia possibile.

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