I principali ostacoli allo sviluppo africano nell’analisi di Giuseppe Mistretta in “Le vie dell’Africa”

02/07/2020. Alla domanda che spesso viene posta sul perché il continente africano, così ricco di risorse e potenzialità sia in realtà tanto indietro prova a tracciare alcune risposte Giuseppe Mistretta in Le vie dell’Africa. Il futuro del continente tra Europa, Italia, Cina e Nuovi Attori, da pochi giorni in libreria. “Immaturità politica; corruzione; applicazione di schemi socialisti in economie non avanzate; clima non sempre idoneo per gli investimenti e gli affari; guerre e tensioni politiche: questi appaiono i maggiori problemi che hanno frenato lo sviluppo africano, insieme a tante altre concause, fra cui indubbiamente l’attitudine “predatoria” e poco lungimirante del colonialismo europeo.

Ma oggi – continua Mistretta – l’Africa sta impegnandosi per essere un nuovo protagonista principale dello scenario economico globale e vedremo nelle prossime pagine una serie di importanti novità che gli Stati africani stanno attuando, insieme o singolarmente.
Non bisogna illudersi però che tale processo sia rapido, indolore, privo di contraddizioni o di marce all’indietro. Occorreranno decenni per assistere a un’autentica rinascita africana, nel segno del progresso e dell’equilibrio politico ed economico.
I facili slogan, spesso adottati dai Paesi avanzati, dall’Europa, dall’Occidente, sono lontani dalle realtà e dalle sensibilità africane; e sono frequentemente coniati da chi dell’Africa ha una conoscenza vaga.
Esiste un interesse globale a far sì che l’Africa entri a pieno titolo nel mondo avanzato e industrializzato; poiché, come ci ricordano le statistiche, nel 2050 essa avrà due miliardi e mezzo di abitanti, che dovranno poter contare su un lavoro, un guadagno, un’alternativa concreta alla disoccupazione e alla povertà. Nessun grande Paese industrializzato può rimanere indifferente di fronte alle prove che attendono l’Africa, poiché esse riguardano tutti noi.
Ma gli attori globali devono dotarsi di due armi fondamentali: la pazienza e il realismo, per consentire che i processi in corso si sviluppino secondo i tempi e i ritmi necessari a un continente, il quale fino a un secolo fa non annoverava al suo interno che un solo Stato indipendente: l’Etiopia.”

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