28/01/2019. «Li accompagnammo al terminal venerdì mattina, la mattina del loro ultimo giorno; trascorremmo con loro quasi due ore. Gli aerei non partivano, il volo di Londra fu annullato, poi quello di Francoforte: l’attesa si prolungava, si chiacchierò a lungo, si scherzò con tutti gli atleti, con il collega Nico Sapio sempre disteso e senza problemi. Ora non riusciamo a cancellare quest’ultimo incontro dalla memoria»
Allora non c’era Internet, tanto meno i cellulari; i salotti del boom economico risuonavano delle note della sedicesima edizione del Festival di Sanremo, dove sul palco del teatro Ariston, Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti cantavano Dio come ti amo. Improvvisamente sopravvenne il tono stentoreo del conduttore del telegiornale pronunciando una frase terribile: “Un aereo delle linee interne della Lufthansa è precipitato nei pressi dell’aeroporto di Brema, in Germania…”. Nelle case di sette atleti della Nazionale italiana di nuoto, del loro allenatore Paolo Costoli e del telecronista Rai Nico Sapio scese il silenzio. Proprio a Brema erano diretti Luciana Massenzi, Carmen Longo, Daniela Samuele, Bruno Bianchi, Chiaffredo Rora, Sergio De Gregorio, Amedeo Chimisso e i loro accompagnatori, per rappresentare i colori azzurri in un prestigioso meeting internazionale che avrebbe permesso loro di gareggiare, cosa che in quegli anni si verificava di rado, con colleghi americani, australiani e giapponesi. Ma nessuno dei passeggeri del Convair della Lufthansa, decollato da Francoforte alle 18,00 riuscì a sopravvivere. Un’intera generazione si perse quella sera per «dodici maledetti minuti» di ritardo – persi probabilmente in ulteriori e futili controlli – che impedirono alla squadra azzurra di imbarcarsi sul volo previsto, che arrivò a Brema con nove poltrone vuote.
Il giornalista sportivo Dario Ricci ripercorre ne “I ragazzi di Brema. 28 gennaio 1966, il tragico viaggio della Nazionale italiana di nuoto”, una delle più angoscianti tragedie nella storia dell’aviazione civile e anche nella storia dello sport, le ultime ore di quei giovanissimi campioni, le loro vite, le loro carriere. Pagine che rendono ancora oggi indimenticabile il ricordo de “i ragazzi di Brema”.


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