Il 2021, l’anno delle promesse tradite

11/04/2022. “Nel 2021, slogan patinati come “ricostruiremo un mondo migliore” sono diventati un mantra. Sono state anche ventilate belle promesse: promesse di un “reset globale” dell’economia; di una “comune agenda” mondiale per arginare gli abusi delle multinazionali, di una ripresa sostenibile a livello ambientale, di una solidarietà globale per creare un grande cambiamento – scrive Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International nell’introduzione al nuovo Rapporto 2021-2022. La situazione dei diritti umani nel mondo.

Gli slogan lasciano il tempo che trovano, le promesse non sono state mantenute e sempre più persone sono state abbandonate a loro stesse, in più luoghi e con maggiore frequenza. Pur avendo altre opzioni, i governi hanno ancora una volta scelto politiche e strade che hanno ulteriormente allontanato molti di noi da dignità e diritti. Le disuguaglianze sistemiche che hanno guidato la pandemia sono state ulteriormente consolidate, non sistematicamente ridotte. I flussi di servizi sanitari e forniture mediche attraverso i confini, che avrebbero potuto ampliare l’accesso alle cure, spesso non sono riusciti a passare. La cooperazione intergovernativa necessaria per evitare ulteriori disastri e mitigare le crisi dei diritti umani si è raramente concretizzata”.

Il Rapporto 2021-2022 di Amnesty International evidenzia l’impatto di queste dinamiche a livello globale, regionale e nazionale, coprendo la situazione dei diritti umani in 154 paesi nel 2021. Presenta le preoccupazioni documentate da Amnesty International e le raccomandazioni per i governi e gli altri attori. È una lettura essenziale per politici, sostenitori, attivisti e chiunque abbia un interesse per i diritti umani.

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