Il coraggio della denuncia, Roxana Roman in “La mano nera. L’usura raccontata da chi è caduto nelle mani di strozzini e clan”

09/11/2020. “Era il 1° maggio 2018. I miei clienti chiedevano il caffè guardando sbalorditi a destra e sinistra il via vai di cameraman e giornalisti che cercavano di fare la loro intervista alla barista che aveva avuto il “coraggio” di denunciare i metodi mafiosi utilizzati nei suoi confronti a Roma dai clan Casamonica e Di Silvio. Quella barista ero io… era successo a me, dentro il mio locale, esattamente un mese prima: il 1° aprile 2018, giorno di Pasqua, anche se sui mass media la notizia era scoppiata solo un mese dopo, appunto il 1° maggio. E fece scalpore.

In quei febbrili giorni di aprile io non sapevo come comportarmi. Da parte mia la cosa che volevo e che chiedevo era solo una: giustizia.”

Con questo brano, che abbiamo tratto dalla prefazione di Roxana Roman – la barista nota per la sua denuncia – al libro di Luigi Ciatti e Salvatore Giuffrida dal titolo La mano nera. L’usura raccontata da chi è caduto nelle mani di strozzini e clan, entriamo nel mondo dell’usura, un fenomeno che esiste da sempre, sfiora le nostre vite ma da sempre è sottovalutata.

Gli autori ci mostrano come, dopo la crisi del 2008, l’usura sia diventata uno strumento sempre più radicato nelle mani di clan mafiosi e gruppi criminali per controllare il territorio, infilarsi nell’economia legale, strozzare famiglie, imprenditori e commercianti. L’emergenza legata al Covid-19 nel 2020 ha radicalizzato questo fenomeno e chiunque si trovi in difficoltà è una potenziale vittima: oggi può capitare a tutti, nessuno è escluso. E con i soldi arrivano paura, terrore, omertà. Sono proprio gli imprenditori caduti nelle mani degli usurai a raccontare le loro storie e a far capire quanto sia facile cadere in un dramma capace di togliere a una persona la dignità, prima ancora che la vita.

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