Il Coronavirus cambierà il modo in cui i millennials cinesi vedono il proprio Paese?
On Marzo 23, 2020 | 0 Comments

23/03/2020. La differente risposta all’emergenza in Cina e nei Paesi più democratici, l’espulsione di giornalisti di tre testate statunitensi, mascherine e medici dalla Cina all’Italia, riapertura dei negozi nelle città cinesi, ma aziende in difficoltà con gli affitti e i pagamenti dei dipendenti, agitazioni e malcontento post-emergenza.

Tanti i temi legati alla Cina apparsi sui media negli ultimi giorni. Tra tutti gli articoli, Bianca Mazzinghi, autrice di In Cina. Vino, società e costumi, questa settimana ne ha selezionato uno pubblicato dal New Yorker il 18 marzo dal titolo: ‘Will the Coronavirus Change the Way China’s Millennials See Their Country?, aggiungendo un commento personale tratto dal suo libro.
Riuscirà il governo cinese a contenere le voci critiche amplificate dall’emergenza e mantenere lo status quo? Scorrendo alcuni passaggi dell’articolo del New Yorker vi segnaliamo un paio di punti che ci hanno particolarmente colpito:

“Mentre il virus isolava le persone – persino i membri della sua famiglia allargata avevano smesso di incontrarsi – il relativo anonimato di Internet e l’urgenza della crisi sembravano liberare le persone dalla loro solita reticenza. In un modo a cui Wu non aveva mai assistito prima, stavano divulgando dettagli intimi delle loro vite devastate, trasmettendo rimostranze, chiedendo aiuto. `Noi cinesi non abbiamo l’abitudine di esporre la nostra vulnerabilità… È una misura del grado di disperazione a cui siamo arrivati’”.

Si può aggiungere la testimonianza di una giovane fotografa specializzata in matrimoni che afferma: “Come regista, mi ero rassegnata a lavorare su documentari sulla natura, perché i soggetti che mi interessavano davvero – indagini di scandali di stato o racconti degli intellettuali più schietti – non avrebbero superato i censori del governo. Ma ora sto mettendo in dubbio questa decisione”.

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