25/01/2024. “Parlando con i moldavi l’impressione è netta – scrive Salvatore Giuffrida nel libro dal titolo Moldova, terra di frontiera Un Paese al bivio tra Russia e Occidente – nonostante la classe politica, il futuro prossimo del Paese è nelle mani di questi trentenni e quarantenni che negli ultimi venti anni hanno sognato di essere europei e hanno rischiato di smettere di crederci, schiacciati dalla cleptocrazia al potere, salvo recuperare speranze con la guerra in Ucraina, che potrebbe rappresentare la volta buona per avvicinarsi davvero all’Occidente. Sono i nuovi europeisti, atlantisti militanti: laureati, specializzati con master a Bruxelles, Parigi o a Milano, capaci di tessere rapporti stretti con i deputati del parlamento Ue, di fare attività di lobby, di seguire corsi di aggiornamento e di formazione negli Usa e di mantenere legami sempre più forti con i moldavi della diaspora”.
Conoscere e raccontare la Moldova significa viaggiare attraverso una macchina del tempo che trova le sue origini nell’antica Bessarabia, crocevia degli imperi russo e ottomano; passa attraverso la caduta dell’Urss e la successiva occupazione russa della Transnistria e fa tappa, il 24 febbraio 2022, con l’invasione dell’Ucraina, che ha improvvisamente svegliato un Paese ai margini dell’Europa e lo ha portato di peso sul palcoscenico del mondo. Da sempre considerata terra di confine, la Moldova è il nuovo Sud del mondo ma anche il laboratorio dell’Europa, nemesi del Novecento e dei suoi tanti nodi ancora irrisolti.

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