“Il meglio tempo”, domani incontro a Udine

09/03/2023. “Io entrai per la prima volta in miniera a sei anni, per questo son rimasto analfabeta – testimonia allo storico Ignazio Nigrelli un lavoratore che all’epoca dei Fasci era caruso. Mi ci portò un mio fratello, che lavorava già da caruso portando il sacco pieno di minerale minuto alla superficie. Quando mio fratello portava il carico alla superficie, io lo precedevo tremando sulla malferma gradinata della discenderia, reggendo la lampada a olio, e quando egli tornava a rifare il carico, per non perdere il viaggio, mi infilava dentro il sacco, se lo buttava addosso, e giù a rotta di collo per la buia galleria. Quando cominciai ad assicurarmi e a poter reggere pesi, cominciò a farmi portare sulle spalle qualche pietra, prima piccola, poi sempre più grande, finché feci il callo e il picconiere mi assunse come caruso”.

Le condizioni di lavoro erano, disumane, prive delle più elementari forme di tutela dell’integrità fisica dei lavoratori, gli infortuni erano quotidiani e sovente mortali, racconta lo storico Enzo Barnabà nel volume dal titolo Il meglio tempo. 1893, la rivolta dei Fasci nella Sicilia interna, da cui abbiamo tratto il brano sopra riportato. Il lavoro giovanile (spesso infantile) deformava talmente i corpi che solo un’infima parte dei minatori risultava abile alla visita di leva. Lo zolfataio finiva per guardare alla miniera come a una terribile maledizione.

Per approfondire le condizioni dei lavoratori nella Sicilia di fine Ottocento, lo sviluppo dei Fasci dei Lavoratori, che a fine 1893 contavano più di 300mila iscritti, segnaliamo l’incontro con l’autore fissato per giovedì 9 marzo a Udine, presso la libreria Friuli, via dei Rizzani 1/3, ore 18,00.

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