27/11/2020.“Da una finestra lì vicina, sentii il brontolio di una moka e un leggero profumo di caffè mi fece socchiudere gli occhi. Pensai a mia madre, alle nostre chiacchiere in cucina e alle fette biscottate già pronte sul piatto con la mia tazza preferita a forma di mucca. Poco dopo udii la voce di una donna che sgridava dei bambini, sorrisi e capii che la felicità non si trovava nel luogo, ricco o umile che sia, ma dentro le case”.
Massimiliano Alberti ne La Piccola Parigi, da cui abbiamo estratto questo brano, descrive l’amata Trieste, ripercorrendone i vicoli stretti, costruzioni basse e rustiche che in una specifica zona della città tanto ricordano Montmartre. Storie di sola gente e di gente sola, di calzini appesi accanto al fuoco e di corti umide percorrono il romanzo. Storia d’amore e d’amicizia si dipanano con grazia e maestria. Storie e segreti di un rione ormai dimenticato fra nuovi e sovrastanti palazzi. Benvenuti nella Piccola Parigi.
“Questa ‘Piccola Parigi’ mi fa sognare… è una vera favola!” (dalla prefazione di Brigitte Bardot)
Parte dei diritti d’autore derivanti dalla vendita di questo libro sono devoluti in beneficienza a Il Gattile di Trieste.
Con il patrocinio de Il Gattile e di Montmartre mon coeur.

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